Antonella Sbrilli

cangiulloPer chi si imbatte per la prima volta negli #Alfagiochi, ecco di che si tratta: da qualche settimana stiamo raccogliendo forme e segni che somigliano a lettere dell’alfabeto, e che emergono - per chi le vede - in dipinti e fotografie, da ritagli, dettagli, rotazioni di immagini.

Abbiamo riunito finora parecchie decine di varianti di “A”, di “L” e di “F”: sono tutte visibili - su Twitter - con l’hashtag #alfagiochi;

sono raccolte solo in parte nei numeri di #Alfadomenica in tavole riassuntive; e aspettano di trasformarsi - quando tutti i grafemi di Alfabeta2 saranno arrivati - in un gioco combinatorio, che permetta di scrivere il titolo della rivista rimescolando con grande arbitrio le carte della scrittura e della lettura.

La volta scorsa, abbiamo cercato la “F” (alcune delle immagini arrivate - non tutte! - sono visibili nella tavola qui sotto) e stavolta tocca alla “B”.

Nel suo disegno Bacia e taci, il futurista Francesco Cangiullo usò le “B” come blocchi da costruzione di un’allusiva isola amorosa.

MalerbaTra parentesi: una specie di “B” appoggiata in orizzontale è formata dal profilo “incerto” degli occhiali disegnati nel 1985 da Luigi Malerba: lo schizzo tracciato col pennarello è l’immagine scelta per annunciare la mostra Alfabeta 1979-1988. Prove d'artista nella collezione della Galleria Civica di Modena, organizzata in collaborazione con la Fondazione Mudima e aperta a Modena dal 25 marzo al 7 maggio 2017 (in questo stesso Alfadomenica pubblichiamo, a proposito di questa mostra, una testimonianza del critico Flaminio Gualdoni). In esposizione una sessantina di “prove d’artista”, opere realizzate negli anni Ottanta da artisti di diverse generazioni e provenienza - da Melotti e Dorfles, a Galliani, Isgrò, Baruchello, ma sono solo alcuni dei 49 nomi presenti - tutti sensibili al cantiere critico e creativo della rivista.

Eccoci allora in cerca della “B” di (Alfa)beta: come abbiamo detto per le altre, la lettera non deve far parte di una parola, ma colpire l’occhio di chi la riconosce, anche camuffata in contesti insoliti.

Le risposte possono essere inviate via mail a redazione@alfabeta2.it o su Twitter con l’hashtag #alfagiochi.

Risposte al gioco “In cerca della F” di domenica 5 marzo 2017

AlfabetaEffeNon si offendano i giocatori e le giocatrici la cui “F” non compare nella tavola e nel riassunto di oggi: la scelta è dettata solo da motivi di spazio (la griglia della tavola) e di tempo (la data d’arrivo in redazione), ma tutti i contributi sono conservati per il gioco finale.

Messe in fila, le “F” inviate formano una galleria in cui si attraversano sale di musei e strade di città, stanze e parchi, paesaggi e pagine scritte.

Vi si ritrovano classici del ‘900 - fra cui Schiele, Kandinsky, Klee, Chagall, Mondrian, Dalí, Man Ray, Capogrossi, Stuart Davis - ed esempi di ikebana con i fiori flessi a suggerire la “F”, stesso suggerimento dato dai rami dell’albero di Penone inviato da Donatella. Luigi Scebba vede la “F” nelle figure del fandango, MiGra in una tavola apparecchiata di tazzine (foto di Josef Sudek) e Marisa “fra le fronde” di un disegno di Steinberg.

Le fotografie sono tante e l’andatura delle “F” emerge in un occhio di profilo, nelle rughe di un ritratto, nelle cataste di sedie e nelle righe di un campo sportivo, nelle curve dei binari.

Ci sono cieli (e effe) dappertutto”, scrive Viola Fiore a corredo di una foto di Luigi Ghirri e, accompagnando una foto di Mario Giacomelli, Fotografare è come scrivere: il paesaggio è pieno di segni, simboli, ferite, cose nascoste”.

Elaborazione grafica a cura di Più Pop di Carlotta Barillà e Rudimante Belardi

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