grucantiere copiaCome ormai è abitudine, introduciamo l'Alfadomenica settimanale con un aggiornamento sul Cantiere, lo spazio inaugurato da poco più di un mese per i lettori che si sono iscritti all'Associazione Alfabeta, luogo di discussione e di ricerca sui temi che svilupperemo negli incontri dal vivo in via di preparazione (presto ve ne daremo notizia). Diversi gli argomenti su cui si è avviato il dibattito, ma forse è la "verifica dei saperi" nella scuola introdotta da Giorgio Mascitelli ad avere stimolato maggiori commenti e riflessioni:  "Che relazione c’è tra una scuola che sempre più fatica a trasmettere i saperi e una scuola preoccupata del 'benessere biopsicosociale' dei suoi allievi?' è per esempio uno degli interrogativi che sono stati sollevati, interrogativi che non richiedono risposte facili o veloci, ma approfondimenti e confronti - approfondimenti e confronti necessari anche per gli altri temi in campo, dalle fake news all'uso (o meglio all'abuso) della "felicità" nei posti di lavoro, ad altri che gli stessi soci vorranno lanciare. Insomma, il Cantiere di Alfabeta è aperto, vi aspettiamo!

Ed ecco cosa trovate oggi su Alfadomenica:

  • Flaminio Gualdoni, Alfabeta 1979-1988, prove d'artista. Una testimonianza generazionale: “Alfabeta” comincia a uscire nel maggio 1979 su iniziativa di uno “ strano raggruppamento redazionale” – così si legge nell’editoriale del primo numero – e dandosi per lettore ideale “il lettore della generazione postsessantottesca; a proposito della quale rifiutiamo di parlare, con un termine troppo alla moda, di generazione del riflusso”. L’effetto che fa è strano e bizzarro, su un giovanotto “rifluente”, dunque perfetto target e ora testimone generazionale, come il sottoscritto, affetto precocemente da perplessità ideologiche (dover studiare i Manoscritti economico-filosofici del 1844 di Marx per un esame di Storia della critica d’arte non era stato esattamente un incentivo a trovare un’appartenenza, né sentirmi rimproverare di stare “dalla parte degli operai di Nanchino”, che neanche sapevo bene chi cippa fossero, ma dei quali francamente una cippa mi fregava) ma che aveva ben chiare per converso alcune altre cose. Leggi:>
  • Maria Teresa Carbone, Sorokin, in viaggio nel retrofuturo: Ci vogliono alcune pagine prima che il lettore della Tormenta di Vladimir Sorokin – pubblicato in Russia nel 2010 e da noi per Bompiani nel 2016 sulla scia del premio von Rezzori attribuito allo scrittore russo per La giornata di un opričnik (Atmosphere) – si renda conto che il tempo nel quale si muove Platon Il'ič Garin, il protagonista del romanzo, o più precisamente povest', genere a metà fra racconto e forma lunga, non è quel tardo Ottocento che parrebbero indicare i pince-nez del medico, i suoi stivali di feltro, il telefono a manovella, il mastro di posta a cui il dottore si rivolge, ansioso e irritato, per avere un cambio di cavalli che dovrà portarlo nello sperduto villaggio di Dolgoe dove infuria una letale epidemia. - Leggi:>
  • Una poesia / 19 - Luigi Nacci: je suis mohamed dice e dicendolo mi si siede accanto / sono le tre di notte o le tre di mattina in rue du midi / bruxelles mi dice non esiste poi si scola un'altra birra / è una triplo malto bruna che sa di carpino e cenere  - Leggi:>
  • Antonella Sbrilli, Alfagiochi / La B di (Alfa)beta: Per chi si imbatte per la prima volta negli #Alfagiochi, ecco di che si tratta: da qualche settimana stiamo raccogliendo forme e segni che somigliano a lettere dell’alfabeto, e che emergono - per chi le vede - in dipinti e fotografie, da ritagli, dettagli, rotazioni di immagini. Abbiamo riunito finora parecchie decine di varianti di “A”, di “L” e di “F”: sono tutte visibili - su Twitter - con l’hashtag #alfagiochi; sono raccolte solo in parte nei numeri di #Alfadomenica in tavole riassuntive; e aspettano di trasformarsi - quando tutti i grafemi di Alfabeta2 saranno arrivati - in un gioco combinatorio, che permetta di scrivere il titolo della rivista rimescolando con grande arbitrio le carte della scrittura e della lettura. Leggi: >
  • Alberto Capatti, Alfagola / Uova stracciate: Mangiare, immaginare… “Voglio un piatto di pasta, anzi una carbonara. La vedo già, il giallo dell’uovo e i pezzetti di pancetta affumicata e sento in bocca il pecorino. Stasera me la preparo proprio, ho bisogno di un piatto di spaghetti dopo una giornata in cui ho mangiato solo un panino e non mi ricordo cosa c’era dentro, anzi sì della bresaola e del brie. Adesso che son tornato a casa e che finalmente sto da solo, devo anche pensare a che cosa, domenica sera, darò ai miei amici. Ci sarà Sara che è una cuoca, e Massimo che non è mai contento di niente, ed io devo inventarmi qualcosa di inconsueto. Una polenta ? Con che cosa? A voler fare l’originale, comincerò con polenta e latte, scodella e cucchiaio, e poi, delusione generale, il gorgonzola dolce, in modo che tutti si dicano che potevo sforzarmi un poco… e invece, dopo il formaggio, arrivano i funghi, champignons rigorosamente decongelati … è una idea mezza francese e mezza da supermercato…”. Leggi:>
  • Semaforo: Lavoratore autonomo - Marijuana - Tech - Leggi:>
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