VIDEO REALIZZATO DA LOU LORA TOTINO

Gli esordi di Arrigo Lora Totino avvengono in una Torino in piena crescita economica e culturale. Sono la fine degli anni Cinquanta e ALT inizia la sua attività artistica come pittore sperimentando quelli che all'epoca erano i linguaggi più avanzati: l’informale e l’astrazione geometrica di matrice optical. Ma è la poesia, la parola, il campo in cui ALT svilupperà tutto il suo percorso.

I primi componimenti, ancora lineari, sono coevi alle sue sperimentazioni pittoriche ma anch’esse vireranno ben presto, sotto la spinta della curiosità e dello spirito sperimentalista che lo contraddistingue, verso nuove forme.

L'inizio della sua attività letteraria avviene grazie alla rivista Antipiugiù.

Nata dall'incontro di Lora Totino con Aldo Passoni e la collaborazione di Sergio Acutis, Pasolo Carra, Celeste Micheletta, Armando Novero e Giuseppe Davide Polleri, Antipiugiù testimonia appieno questa stagione di radicale cambiamento di rotta da parte di Lora Totino. Con il testo “Dodici commenti ad un testo” pubblicato nel no. 4 di Antipiugiù ALT inizia le sue sperimentazioni in ambito concreto.

L’incontro con la Poesia Concreta innesca in ALT l’urgenza di mettersi al passo con le ricerche più avanzate. Da questa urgenza nascerà, a Torino, uno dei centri sperimentali più innovativi della città: Lo Studio di Informazione Estetica e, parallelamente, una frenetica attività epistolare internazionale che lo metterà in contatto con alcuni dei più innovativi poeti al mondo: Eugen Gomringer, Franz Mon, Aroldo e Augusto De Campos, Pierre Garnier, Kitasono Katue, etc.

Nel giro di pochi anni (1964-1969) ALT, mosso dalla sua grande curiosità e passione, passa dallo status di neofita a quello di massimo esperto italiano a cui affidare l'organizzazione dell'esposizione di Poesia Concreta per la Biennale di Venezia.

Parallelamente ALT sviluppa il suo interesse verso la parola come suono che deriva dallo studio dei testi delle avanguardie storiche: dal Futurismo al Simultaneismo francese, dai Dadaisti del Cabaret Voltaire di Zurigo, alle ebbrezze vocali “zaum’ e “transmentali” delle avanguardie sovietiche. Un interesse che trova la sua cocretizzazione più alta nella monumentale edizione del 1978 di “Futura Poesia Sonora”, una antologia storico-critica di poesia sonora composta da 7 dischi pubblicata dalla Cramps Record di Milano.

ALT non si è limitato a fare poesia. Ha veramente, e nel senso più pieno della parola, dato un corpo alla poesia. Una presenza fisica, tridimensionale, architettonica che caratterizza i “Fonemi Plastici” (in cui la poesia concreta si espande tridimensionalmente nello spazio grazie all'utilizzo del plexiglass), le “verbotetture” (in cui è evidente già nella nominazione l’intento di occupare uno spazio come vere e proprie architetture verbali), e trova piena espressione nelle sue declamazioni mimico-fonetiche in cui il corpo del poeta torinese è completamente al servizio della poesia.

L’utilizzo insistente delle paronomasie, dei paragrammi, delle allitterazioni, sia nei componimenti destinati alla visione che in quelli destinati alla recitazione, testimonia di fatto la necessità di forzare la significazione della lingua per accedere ad una immediatezza fusionale in cui la lingua e il corpo possano coincidere.

Per approfondimenti: “Arrigo Lora Totino. La Parola come Poesia, Segno, Suono, Gesto. 1962-1982”; G.Maffei P. Peterlini (a cura di); Danilo Montanari Editore, RA, 2015

Patrizio Peterlini

Marzo 2017

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