VIDEO REALIZZATO DA LOU LORA TOTINO

7 POETI PER A.L.T.

Nanni Balestrini
Alfabetico Arrigo
biosfera verbale
cerebrali sconnessioni
dilatate pulsano
esterefatte evoluzioni
firmamenti asimmetrici
giravolte sparpagliano
horrorvacui stravolti
insaziabili automatismi
liquida ebbrezza
mute esplosioni
nebulizzano asintattici
orizzonti subliminari
parossismi indicibili
quadrature spastiche
rimbalzano infiniti
scompigli programmati
tumefatte espulsioni
un tuffo nel cuore
ventose ossessive
zampilli iridescenti

Giovanni Fontana
Scherzo
per Arrigo Lora Totino
‒ ma sì / tri tri tri / ridammi la battuta in due mosse / piss puss pass / piss puss pass / va più che bene anche in colpi di tosse / da glissare in cross / su lastra fotografica

‒ tesch haisch happe tschaa / in cronosinfografica parvenza / tesch haisch happe tschaa / in teleflessografica licenza / piss puss / piss pass / piss puss / piss pass / in salsa di contoididi farfallanti / in canti e vanti ben rinvigoriti / in piena paradanza / siwi faffa / sbugi faffa / con portanza elegante / contrappuntata a tutto modo sul proscenio nel diagramma delle cellule sillabiche / it’s ok ?

‒ ma sì / del resto c’è voce e voce / piss puss / piss pass / e quel che chiami suono è come un cono impalpabile d’onde in sinusoidi che serpeggiano sull’audience / baubo sbugi ninga / gloffa siwi faffa / siwi faffa / sirgi ninga banja sbugi / non è che una variazione di pressione / ione più ione meno / che insiste sul polo d’attrazione

‒ e fu così che patapùm fece in trabalzo il poeta scalzo / tiramollando gli arti per superare la campata / ma spinse a fondo / onde evitare il patatrac / dribblò con pathos / lanciò una manciata variopinta di microfonemi al guitto che scriveva in lingua / mentre l’altro / quello che in genere dislingua / era moltiplicato sul pâté des voix

‒ ma guarda / che le chiusure bilabiali fanno pendant con quelle apico-alveolari in sequenze agghindate che si complicano di ragioni tipografiche danzanti su vecchi fogli di giornale / blago bung / piss puss / piss pass piss puss / piss pass

‒ blago bung / macchine del linguaggio rigenerato / nella plastica fonica del flusso che dice come appare e poi scompare nel brusio dei movimenti che sfregano tessuti nei tuffi e nei rigurgiti / tesch haisch happe tschaa / tesch haisch / happe / tschaa

‒ eh sì / jolifanto bambla / nei gorghi a fiato / in fiate di stato lirico istrionico interfonico / happaisch hapeschepüsch / idrofonico / piss püss / idrosemantico / piss pass / in reversibilità ottica e panottica

‒ ma sì / te la ridò in occlusiva sorda / perché è là che il testo tasta il gusto dell’azione nel contesto del registro basso / siwi faffa / sbugi faffa / ogni piccolo frammento fonematico ricombina sequenze d’intonazioni concrete concretamente concertanti in eloquio spicciolo o infradinamico / o prosodicamente ristrutturato in nasali e gutturali quadri cromatici per atonali bizzarrie mimofoniche / in infraverbali teatrini dove sintesi dinamiche ripiegano sui significati del testo che si smonta e contrappunta

‒ hopotòm tro-tro-tro / fonotettura scura / voce dell’ambiguità allitterativa / titò tità titen tennn / tiffi nuffo cuf cuf / concatenazioni in calza per maglie di sillabe intrecciate in spazi assegnati al corpo della rivelazione nell’iridescente indagine sul campo

‒ staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff staff…

‒ ptèbbù ptèbbù ptèbbù !

 

Marco Palladini

A Lora allora

A ssalti poetosonori anticanone lirico e antitutto
R eagenti e liberatori surfonemi phonofluenti
R aschi, borborigmi, spernacchi, anche un rutto
I fiati che sfiatano come digrigni impenitenti

G innico poeta oltreverbale che mimodeclama
O sperimenta azioni celibi in proiezione corpovocale
L iquimofonetizza così in dissolvenza verticale
O spita futuremoti ascolti sfuggendo una precaria fama

R i-vo-lu-zio-neh? Ci avevi ironicamente intimato
A ncora piùgiù però il corso delle cose si è rovesciato
T estimoni di muse musive e cromoschizofonemi callidi
O staggi alla deriva siamo dentro i chaotici giorni pallidi

T u che circonfondi in derisorie danze in tutù la nuova arte
I l verbovisuale e l’idromegafono stillano poesia in liquidazione
N on è così che si cambiano i giochi e si scoprono le carte?
O ggi pure gli sversati reclamano una concreta bio-eversione

 

Max Ponte

Dove finiscono i poeti morti?

Dove finiscono i poeti morti
quelli scomparsi ancora una volta
per compiacere gli umani
dove finiscono con i loro arti
i loro disordini i loro oggetti
dispersi e i loro amori ultimi
dove finiscono i poeti morti
nelle acque minerali?

Chi se li piglia con tutte
quelle parole per la testa
votate al trapasso
lineari sonore e visuali
polittiche e sinestetiche
tonie e impopolari?

Alla fine del sole
saranno lì con le vocali
a far ripartire vulcani
il linguaggio dimenticato
sì perché i poeti muoiono
ma solo per un errore
di significato
Francesco Ruggero
Non vedo L’ora
1 dice: Ah - RRRRRRRRRRR [vo-lu-zio-ne] - GOOOOOOOOOO-L
2 dice: ... - ... - Ih - Gh Gh Gh Gh - GOOOOOOOOO-L

1 dice: L-L-L-L-L-L-L-GL-GL-GL
2 dice: L'ora L'ora L'ora L'ora

1 dice: ARIA! GLGLGLGLG non vedo! DLDLDLDLDLDL D'ARIA RLRLRLRLRLRLRL non respiro! GLGLGLGLGL AIUTO!
2 dice: L'ora L'ora L'ora L'ora

1 dice: [glglglg]...ta! [glglglgl] ..

1 dice : la gloria alloggia nella gola la gloria alloggia nella gola la gloria ...
2dice: l'orata alloggia nell'alloro, la trota alloggia nell'alloro 'l totano alloggia nell'alloro ...

1 dice: t- t- t- t- t- t- t- t- t- t- t- t- t-t-t-t-t-t-t
2 dice: l'ora l'ora l'ora noi noia no noi noia no noi noia no noi noia no

1 dice: ti- to- ti- to- ti- to- ti- to- ti- to- ti- to- ti- to- ti- [finale] Ah-RRRRi.......OOOOO. … . totì-...
2 dice: ......... GhGhGOOOOO. L'ora. ...no.

 

Dome Bulfaro

(Poveri loro, che dormono con le scarpe )

È stato avvistato un leone
Che si aggira a piede libero
Nella città di Torino.
Fate attenzione,
È molto pericoloso,
Fa poesia, poesia sonora,
Si chiama Arrigo Lora Totino

Totino: – Arrigo Arrivo
Arrigo: – A che ora?
Lora: – L’ora più prossima, Arrivo ora
Totino: – Toh, va chi è arrivato
Lora: – Tino?
Arrigo: – No, Totino
Lora: – Roarrrrigo, sguardo leonino
Totino: – Ruggito da Metro Goldwyn Mayer
Tutti e tre: – Arrigo Lora Totino!

Dice poesie talmente elementari, che ai più suonano incomprensibili
(Poveri loro, che dormono con le scarpe)
C’è chi lo ha visto cucinare lettere da spalmare sulla lingua,
Chi lo ha visto suonare una donna che sgambetta per prendere l’autobus,
piegandole l’acqua nelle gambe.
Chi lo ha visto guizzare di goccia in goccia fino a risalire al primo mattino

È stato avvistato un leone
Che si aggira a piede libero
Nella città di Torino.
Fate attenzione,
È molto pericoloso,
Fa poesia, poesia sonora,
Si chiama Arrigo Lora Totino

(Poveri loro, che dormono con le scarpe)

 

Lello Voce

Madrigale muto IV

Le lettere, gli alfabeti e i segni muti
le carni crude e i gesti già avvenuti
afflitti, smemorati, distratti, consolàti

immobili, lisci, impressi, inquadernati
come coscritti, burbe, accenti caduti
in fila, coperti d’inchiostro, feriti a morte

a mano tremante, ad arte, riconosciuti:
lettere tolte a sorte nel sillabario delle aorte.

 

NOTIZIA DI PATRIZIO PETERLINI

Gli esordi di Arrigo Lora Totino avvengono in una Torino in piena crescita economica e culturale. Sono la fine degli anni Cinquanta e ALT inizia la sua attività artistica come pittore sperimentando quelli che all'epoca erano i linguaggi più avanzati: l’informale e l’astrazione geometrica di matrice optical. Ma è la poesia, la parola, il campo in cui ALT svilupperà tutto il suo percorso.

I primi componimenti, ancora lineari, sono coevi alle sue sperimentazioni pittoriche ma anch’esse vireranno ben presto, sotto la spinta della curiosità e dello spirito sperimentalista che lo contraddistingue, verso nuove forme.

L'inizio della sua attività letteraria avviene grazie alla rivista Antipiugiù.

Nata dall'incontro di Lora Totino con Aldo Passoni e la collaborazione di Sergio Acutis, Pasolo Carra, Celeste Micheletta, Armando Novero e Giuseppe Davide Polleri, Antipiugiù testimonia appieno questa stagione di radicale cambiamento di rotta da parte di Lora Totino. Con il testo “Dodici commenti ad un testo” pubblicato nel no. 4 di Antipiugiù ALT inizia le sue sperimentazioni in ambito concreto.

L’incontro con la Poesia Concreta innesca in ALT l’urgenza di mettersi al passo con le ricerche più avanzate. Da questa urgenza nascerà, a Torino, uno dei centri sperimentali più innovativi della città: Lo Studio di Informazione Estetica e, parallelamente, una frenetica attività epistolare internazionale che lo metterà in contatto con alcuni dei più innovativi poeti al mondo: Eugen Gomringer, Franz Mon, Aroldo e Augusto De Campos, Pierre Garnier, Kitasono Katue, etc.

Nel giro di pochi anni (1964-1969) ALT, mosso dalla sua grande curiosità e passione, passa dallo status di neofita a quello di massimo esperto italiano a cui affidare l'organizzazione dell'esposizione di Poesia Concreta per la Biennale di Venezia.

Parallelamente ALT sviluppa il suo interesse verso la parola come suono che deriva dallo studio dei testi delle avanguardie storiche: dal Futurismo al Simultaneismo francese, dai Dadaisti del Cabaret Voltaire di Zurigo, alle ebbrezze vocali “zaum’ e “transmentali” delle avanguardie sovietiche. Un interesse che trova la sua cocretizzazione più alta nella monumentale edizione del 1978 di “Futura Poesia Sonora”, una antologia storico-critica di poesia sonora composta da 7 dischi pubblicata dalla Cramps Record di Milano.

ALT non si è limitato a fare poesia. Ha veramente, e nel senso più pieno della parola, dato un corpo alla poesia. Una presenza fisica, tridimensionale, architettonica che caratterizza i “Fonemi Plastici” (in cui la poesia concreta si espande tridimensionalmente nello spazio grazie all'utilizzo del plexiglass), le “verbotetture” (in cui è evidente già nella nominazione l’intento di occupare uno spazio come vere e proprie architetture verbali), e trova piena espressione nelle sue declamazioni mimico-fonetiche in cui il corpo del poeta torinese è completamente al servizio della poesia.

L’utilizzo insistente delle paronomasie, dei paragrammi, delle allitterazioni, sia nei componimenti destinati alla visione che in quelli destinati alla recitazione, testimonia di fatto la necessità di forzare la significazione della lingua per accedere ad una immediatezza fusionale in cui la lingua e il corpo possano coincidere.

Per approfondimenti: “Arrigo Lora Totino. La Parola come Poesia, Segno, Suono, Gesto. 1962-1982”; G.Maffei P. Peterlini (a cura di); Danilo Montanari Editore, RA, 2015

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14 Risposte a RITRATTO DI ARRIGO LORA TOTINO (1928 – 2016)

  1. Flavio ha detto:

    Bellissimo!!!
    E’stato un grande.

  2. Paola ha detto:

    Magnifico

  3. Achille Cusani ha detto:

    Ciao, amico di momenti brevi ma intensissimi. Sento che, in realtà, non ci hai lasciati, perchè continui a parlarci con le tue opere. Riposa in pace.

  4. Maurizio ha detto:

    Bellissimo articolo. Un artista che merita di essere conosciuto!

  5. Elena ha detto:

    Un artista che merita più visibilità

  6. Sissi ha detto:

    mi è molto piaciuto il video, che avevo già avuto modo di ammirare alla GAM,ma mi dispiace una cosa: che manchi l’ultimissima parte del dialogo sulla Filosofia, togliendo la ironia finale del grande Arrigo, che continua a vivere intensamente attraverso le sue opere! Ci manchi sempre di più: la tua cultura ed il tuo umorismo…

  7. paolo brunati ha detto:

    Caro Arrigo, ti saresti arrabbiato moltissimo a vedere il tuo monologo così inopportunamente troncato, tanto più che il video è molto bello. Ma pazienza. Alle tue collere seguiva un altrettanto istantaneo perdono, e si andava mangiare tutti insieme. Mi manca molto Cherasco, il tuo gazpacho e la musica che ascoltavamo la sera (spesso Lou ci trovava tutti e due addormentati). Insomma, mi manchi molto tu, caro amico.

  8. Alessandro ha detto:

    Grande artista, genio ma soprattutto grande uomo, umile, cortese e spiritoso.

  9. Carolina ha detto:

    Video davvero bellissimo, anche se manca l’ultimo pezzetto (come mai?) – mette allegria anche così! Grazie Arrigo. E grazie Lou adesso.

  10. Francesca ha detto:

    L’ho conosciuto poco e di questo mi dispiace. Un grande artista, davvero.

  11. Giorgio Moio ha detto:

    Doveroso ricordare Arrigo Lora Totino. Anch’io ci ho provato sulle pagine di Cinque Colonne (http://www.cinquecolonne.it/addio-a-arrigo-lora-totino-il-poeta-verbovisuale.html). Mi piacerebbe qui riproporlo, come mio contributo ad un amico e un grande artista.

    Addio a Arrigo Lora Totino, il poeta verbovisuale

    E anche il poeta verbovisuale Arrigo Lora Totino ci ha lasciato. Era nato a Torino il 3 agosto 1928 dove è deceduto due giorni fa. È considerato uno dei padri della poesia sonora italiana. Con chi scrive s’intercorsero più di quindici anni di amicizia e collaborazioni, materializzati soprattutto attraverso le pagine della rivista «Risvolti» che dirigo da quasi un ventennio, dove in più di un fascicolo si trovano diverse pagine che ospitano suoi scritti. Addirittura nel novembre 2002 gli fu dedicato il n. 9.

    Nel 1959 fondò con altri «Antipiugiù», rivista di letteratura sperimentale, che diresse fino al 1966. Nel 1964, col musicista Enore Zaffiri e il plastico Sandro De Alexandris, fondò lo “Studio di Informazione Estetica” per la ricerca di interrelazioni fra poesia visuale e sonora, plastica e musica elettronica e per la diffusione di opere costruttiviste.
    Nel 1966, invece, fondò e diresse «Modulo», rivista di cultura contemporanea, curando il primo numero come antologia internazionale di poesia concreta. Nello stesso anno curò l’esposizione di poesia visuale presso la Facoltà di Architettura di Torino e l’anno dopo, con Adriano Spatola e Franco Verdi, altri due esponenti della poesia visuale in Italia, “Esposizione internazionale di poesia sperimentale” all’Università Popolare di Castelfranco Veneto.

    Nel 1969 curò l’esposizione di poesia concreta presso Ca’ Giustinian, nell’ambito della Biennale di Venezia.

    Con Sergio Cena nel 1978 organizzò e curò, per conto della casa discografica Cramps Records di Milano, Futura, poesia sonora, antologia in sette dischi LP, con presentazione storico-critica dal Futurismo alle ricerche contemporanee.

    Con lo stesso Cena nel 1993 pubblicò Gazzetta di gazzarre, gazzarra di gazzette (Sapiens, Milano), opera in versi e prose. Dal 1974 elaborò una serie di performance di “poesia ginnica” e di “poesia liquida” e dal 1976 una serie di mimodeclamazioni di testi dell’avanguardia storica, dal Futurismo al Dada, dallo Zaum russo all’Espressionismo, dal Lettrismo al Concretismo. Nel 1980 curò per la seconda rete della RAI TV la serie Il colpo di Glottide in 13 puntate sulla poesia sonora.

    Ha pubblicato molti testi di poesia visuale sia in bianco e nero che a colori o anche in plexiglas a tre dimensioni: Fonemi plastici (Multiart, Torino, 1967), Situazioni plastico-verbali (Studio d’Informazione Estetica, Torino, 1969), Il liquimofono, congegno generatore di musica liquida e la poesia liquida, inflessioni tuffate dell’idromegafono, con Piero Fogliati (id. e Scheiwiller, Milano, 1968), Cromofonemi iridescenti (Tuttagrafica, Torino, 1977), Incandescenze, itinerari litoranei (La Nuova Foglio, Macerata, 1978; Sapiens, Milano, 1992), Les roseraies à rosaces (Il Trisegno, Piacenza, 1983; Sapiens, Milano, 1992); Musica Musiva (Ed. Elleci, Roma, 1985); Fluenti traslati, concertazione drammatica in 4 tempi (Morra Edizioni, Napoli, 1988), Luce ombra (autoed., Torino, 2001), Typewriter art dattilogrammi poèmes mécaniques (autoed., Cherasco, 2001). Nel 1996, per conto della Regione Piemonte, il critico Mirella Bandini curò una retrospettiva dell’attività di Lora Totino presso il “Circolo degli Artisti” di Torino. L’anno scorso lo vide protagonista di una mostra antologica alla galleria “Barriera” di Torino di sue opere dal 1962 al 1982, a cura di Giorgio Maffei e Patrizio Peterlini.
    Diverse sono state le curatele di poesia sonora in CD e musicassette (Storia della poesia sonora, “Baobab” 18, Reggio Emilia 1989; Alle fonti della poesia sonora, “Baobab” 12, Pubbliart Bazar, Reggio Emilia s.d.; Sentieri interrotti. La parola parlata, melodia e tumulto, Museo Civico di Bassano del Grappa, 2000); come autore vanno ricordati almeno Oggi Poesia Domani, “Baobab” 3, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, 1979; “Baobab” 6, Ed. Pubbliart Bazar, Reggio Emilia, 1981; Fonemi, Alga Marghen, Milano 2001. Sapeva anche giocare con le parole Lora Totino, al limite dell’ironia, come si denota da questi versi: «quando lo sguardo inguaina una guancia /il sangue langue e languido sgotta, /guato la gola, angoscia m’angustia /all’inguine ove sguiscia di sguincio /l’angue e clangor di guerre mi fingo /e m’affiguro zagaglie sghembe, /guglie d’aghi in sguscianti sgualdrine, /unguenti di lingue a guarnir l’inguine: /guizza la lingua e nel guado sguazza, /nel guaìme di guazza sgavazza /e slarga allunga allaga la plaga…» (Poemain ‘gh’).
    Per tracciare un profilo che vada al di là della nota biografica, e per non essere troppo coinvolto emotivamente, chiedo aiuto a Maurizio Spatola, amico comune del compianto Arrigo: «aveva cominciato nella seconda metà degli Anni 60 a esibirsi in surreali performance poetiche, spesso esilaranti, in calzamaglia nera o addirittura in tutù, oppure usando strumenti sonori da lui inventati e realizzati dal suo amico Piero Fogliati, quali il liquimofono e l’idromegafono, attraverso i quali gorgogliava parole incomprensibili finendo per innaffiare le prime file degli spettatori. Con Carlo Belloli è stato il primo a introdurre in Italia la Poesia concreta teorizzata e praticata dai brasiliani del “Grupo Noigandres” sin dalla metà degli Anni 50. (…) Moltissime altre cose sarebbero da dire sulla sua lunga attività (…). Ora è il momento del dolore, in questo 2016 che ha già visto la scomparsa di molti protagonisti della stessa ricerca che perseguiva Arrigo» (Torino. Addio a Arrigo Lora Totino Maestro della Poesia verbovisiva e sonora, in « archiviomauriziospatola», 15 settembre 2016).

  12. piero ha detto:

    Grande artista, che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere. Ciao Arrigo.

  13. Maria pia ha detto:

    Grande artista, con tanta umanità che traspare dalle sue opere e dalla sua poetica. Uomo libero, amante e nello stesso tempo sofferente per la vita, per il dolore esistenziale che a volte sembra rievocare Munch, Il tutto edulcorato dall’ironia dell’intelligenza e dall’amore e complicità unica con Lou.
    Il mio rimpianto: non averlo potuto conoscere personalmente.

  14. luca garino ha detto:

    Grazie Maestro, per aver aperto quei mondi (al ritmo della voce, alla velocità dei movimenti).
    Grazie

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