fibra2 copiaPrima di introdurre i lettori all'alfadomenica di oggi, qualche parola sul Cantiere di Alfabeta, andato online in questi giorni: si tratta di un forum a cui hanno accesso i soci dell'associazione Alfabeta. Studiato per una partecipazione attiva da computer, tablet o smartphone, ospiterà discussioni su temi che consideriamo cruciali (la prima, sui lavoratori "innamorati"e sulla "fabbrica felice", è già stata avviata, a cura di Lelio Demichelis) e materiali d'archivio - in particolare testi e numeri della prima serie di Alfabeta e contenuti di Alfabeta2 2010-2014 - che consideriamo strumenti preziosi per comprendere il presente. Ci auguriamo che sarete in tanti ad aderire all'associazione Alfabeta, perché il Cantiere si nutre del confronto fra una pluralità di voci. Vi aspettiamo!

Ed ecco cosa trovate oggi su alfadomenica:

  • Claudio Canal, Corea una e bina, distopie contemporanee:  Siti Aisyah, indonesiana venticinquenne, dichiara che lo credeva uno scherzo. Di solito, però, nelle candid camera non ci scappa il morto altrimenti non sarebbero candid. Anche l’altra arrestata, una vietnamita ventottenne, credeva forse di giocare a innaffia lo sconosciuto? Non era acqua lo spruzzo, era un qualche veleno, si dice. Micidiale, se ammazza in così poco tempo senza lasciare tracce. Il famigerato gas nervino? Il povero Kim Jong-nam, fratello del caro leader nordcoreano, se ne è stato un po’ imbambolato poi è spirato sulla barella. - Leggi:>
  • Antonella Sbrilli, Una carta per uno. Carte da gioco in mostra al Museo di Roma: Quando in un dipinto antico si gioca a carte, c’è spesso qualcuno che bara, nascondendo una buona carta nelle vesti, così come si vede per esempio in Caravaggio e in Georges de la Tour, e quando un artista moderno inventa un gioco con le carte sta spesso proponendo un meta-gioco, come il francese Robert Filliou che inventa le carte Feel You, il cui valore è marcato su entrambi i lati e con cui si gioca bendati. Leggi:>
  • Francesco Fiorentino, L'attore e il suo doppio. Minetti di Thomas Bernhard:  È l’ultimo dell’anno e dalla bufera di neve arriva lui. Arriva nella hall di un hotel di Ostenda dov’era stato decenni prima. Arriva avvolto in un grosso cappotto, il cappello, la valigia, l’ombrello. È un po’ fuori luogo e fuori tempo, sorpreso di quanto tutto sia cambiato, più vecchio, come lui. L’andatura stanca e decisa è quella di Roberto Herlitzka che interpreta Minetti, un altro grande attore, protagonista dell’omonimo dramma di Thomas Bernhard. Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Ajo ojo: “Voglio mangiare alla romana, senza pensare al fegato, allo stomaco e a tutte le altre coratelle. Dunque, prima di tutto spaghetti aglio e olio. Poi qualche ciriola fritta dorata, qualche filetto di baccalà. Come secondo, pollo spezzato coi peperoni … ” Ho preso la voce di Moravia, rileggo Mammarolo e i Nuovi racconti romani (Bompiani, 1959) e trovo subito, da buon milanese che i romani esagerano quando vanno a mangiar fuori, si strafogano, oppure ordinano un piatto di pasta inesistente. Ma il mio problema non è Moravia. Io sono solo in casa, questa sera, e aglio e oglio mi permetterebbe di cavarmela in fretta, dieci minuti e sono a tavola. - Leggi:>
  • Semaforo / Speciale Oscar: Email (La La Land) - Irregolarità (White Helmets) - Zeitgeist (Il cliente) - Leggi:>
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