Wp-Alejandro-Zambra-588Giorgio Biferali

In una delle scene finali di Paterson, l’ultimo film di Jim Jarmusch, il protagonista, che sotto alla divisa da autista di autobus indossa sempre i panni del poeta come fosse un supereroe del quotidiano, si rifugia nel suo luogo segreto, una panchina in mezzo a un prato che si affaccia su un paesaggio di cascate, dopo che il cane della sua compagna ha ridotto in mille pezzi il taccuino dove aveva scritto tutte le sue poesie. Lì, a interrompere la musica della natura e dei suoi pensieri, trova un altro poeta, giapponese, che prima di salutarlo gli regala un nuovo taccuino: «La pagina bianca – dice – è piena di possibilità».

Forse è proprio da qui, da questa battuta, che nasce il libro di Alejandro Zambra, Risposta multipla. Cileno classe 1975, cresciuto durante gli ultimi anni della dittatura di Pinochet, Zambra ha esordito come poeta nel 1998, per poi gettarsi a capofitto nella narrativa (Bonsai, Modi di tornare a casa, I miei documenti), pensando alla scrittura come alla via ideale per uscire da sé stesso e guardarsi finalmente da fuori. «Mio padre era un computer e mia madre una macchina da scrivere», si legge in un racconto de I miei documenti (Sellerio 2015), rivelando in una frase la convivenza del passato e del futuro sotto lo stesso tetto, e il passaggio lento e graduale da un mezzo di scrittura all’altro. Anche se oggi si scrive con il pc e sulla pagina bianca, che poi è quella di Word, lampeggia un trattino che aspetta la prossima parola, in Risposta multipla torna in una nuova forma l’ombra della macchina da scrivere, di chi scrive, cancella, appallottola il foglio, fa canestro nel cestino, ricomincia, cancella di nuovo, prende un altro foglio, ma niente, non c’è verso, le parole sulla carta non sono affatto come le aveva immaginate, e anche la musica è diversa, come se si fosse persa tutta la magia.

Risposta multipla, a pensarci bene, rovescia questa immagine, la riscatta, e offre una seconda possibilità a tutti quei libri non scritti e finiti un tempo nel cestino. Basandosi su un test attitudinale, o meglio sulla Prova di Abilità Verbale, Zambra costruisce un libro (1. Una raccolta di racconti, 2. Un grande romanzo popolare, nei contenuti e nella forma, 3. Un gioco narrativo che si rifà ad autori come Borges, Bolaño, Cortázar… chissà, risposta multipla!) che è insieme infiniti libri. Nel primo esercizio, per termini “Educare”, “Copia”, “Lettera”, “Maschera”, si chiede al lettore di scegliere una parola, tra le cinque elencate sotto, «il cui significato non ha alcun rapporto né con il termine proposto né con le altre opzioni della serie». Ad esempio, per il termine “Famiglia”, la scelta è tra: a) parenti, b) serpenti, c) eredi, d) affari, e) denari. Si continua chiedendo al lettore di mettere in ordine cinque frasi «per costruire un testo dotato di senso logico», un racconto lampo. Poi si trovano frasi con parole mancanti, che ricordano i compiti che ci davano per le vacanze fino alle scuole medie, tipo «Ieri notte ho sognato che tu eri _____ e io ero _____ e stavamo _____ insieme», da completare con sostantivi (a scelta tra “un cane”, “una gamba”, “un dente”, “una suora”, “fantasma”) e verbi (“abbaiando”, “ballando”, “mordendo”, “dormendo”). E alla fine il lettore viene invitato alla comprensione di un testo, con domande tipo “qual è il tono generale di questo racconto?” o “com’è il finale, ironico o triste?”, e a vestire i panni di Gordon Lish, scegliendo le frasi inutili da eliminare per asciugare il racconto, per renderne più chiaro il senso. Ne viene fuori un inno ai libri non scritti, al miracolo della lettura, alle infinite vie della letteratura di cui parlava anche Calvino. Non è un caso che il titolo originale di questo piccolo libro, migliore di quello italiano, sia Facsímil, che potrebbe essere la definizione perfetta di letteratura, intesa come qualcosa che somiglia alla vita, anche perché – come ha detto lo stesso Zambra – «qualsiasi risposta presupporrebbe che siamo capaci di vivere altre vite».

Alejandro Zambra

Risposta multipla

traduzione di Maria Nicola

SUR, 2016, 110 pp., € 12

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