circuito-elettrico copiaCare lettrici, cari lettori, il nostro cantiere online, lo spazio di dibattito aperto ai soci dell'associazione Alfabeta, è quasi pronto e nella seconda metà di febbraio invieremo agli iscritti le modalità per accedervi. In attesa che il forum sia attivo, ci limitiamo a anticipare che il primo tema di discussione sarà la "sentimentalizzazione" del lavoro (manager come motivatori, uso e abuso del concetto di intelligenza emotiva, retoriche della responsabilizzazione individuale...).  A chi non si è ancora iscritto e vuole saperne di più sull'associazione Alfabeta, consigliamo di visitare questa pagina del sito.

Oggi su alfadomenica:

  • Serena Carbone, Val di Susa senza Euridice:  Come dice Erri De Luca, «povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice e non la va a cercare anche all’inferno». Euridice ha in sé la parola δικη/dike. Dike nell’antica Grecia era la dea della Giustizia. Euridice, letteralmente, significa «grande giustizia». Da qualche mese in libreria, Un viaggio che non promettiamo breve di Wu Ming 1 e Fuori dal tunnel di Marco Aime affrontano secondo due prospettive tangenti le vicende che hanno coinvolto, e coinvolgono ancora, non solo gli abitanti di quella valle ad ovest di Torino ormai da decenni sotto scacco del fantasma della TAV da costruirsi nella tratta Torino-Lione. Leggi:>
  • Carlo Branzaglia, Iliprandi, un design che non c'è più?Nel novembre dello scorso anno, durante Bookcity Milano, si è tenuto un convegno, Gli anni ruggenti della grafica italiana, con cui l’Associazione Disegno Industriale ha voluto ricordare Giancarlo Iliprandi, che della ADI fu presidente e che, scomparso il 15 settembre 2016, all’età di 91 anni, ha lasciato un vuoto strutturale nel mondo del design italiano, e non solo del design grafico, il campo nel quale ha mosso la sua lunghissima attività. “L'ultimo testimone di un'epoca che oggi si può solo rimpiangere”.  Leggi:>
  • Alberto Capatti: Alfagola / Frittelle di vento, frittelle a vento:  Christofaro di Messisbugo era scalco, sovrintendente delle cucine e dei banchetti della Corte di Ferrara nella prima metà del ‘500. Serviva il suo signore Don Hippolito d’Este e delle sue feste era l’ideatore gastronomico e spettacolare. Libro Novo s’intitola la sua opera unica, stampata in Venezia nel 1557, con il sottotitolo nel quale s’insegna a far d’ogni sorte di vivanda secondo la diversità dei tempi, così di Carne come di Pesce. Leggi>
  • Semaforo: Generosità - Memoria - Umiltà. Leggi:>
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