0Oggi il settimanale alfadomenica propone la seconda parte dello speciale I giorni, la memoria (la prima è uscita venerdì 27 gennaio), che comprende un intervento di Andrea Cortellessa sulle Opere complete di Primo Levi e una recensione di Angelo Guglielmi del libro di Marco Belpoliti La prova. Ai due testi si aggiunge una nota sul documentario Austerlitz in cui il regista ucraino Sergei Loznitza osserva il comportamento dei turisti in visita ai campi di sterminio. Concludono l’alfadomenica le due rubriche Alfagola e Semaforo.

Chiudiamo precisando che, a differenza di quanto avevamo annunciato in un primo tempo, Alfadomenica resterà gratuito e aperto a tutti, mentre solo chi si iscrive alla associazione alfabeta avrà accesso a una nuova sezione, Cantiere, che diventerà uno spazio di elaborazione collettiva, anche dal vivo, sui temi di cui si occupa la rivista. La stiamo mettendo a punto e la metteremo online entro metà febbraio.

E ora, buona lettura!

  • Andrea Cortellessa, Primo Levi, il doppio legame: Ha fatto la strada più lunga, Primo Levi. E non solo al ritorno da Auschwitz, quando per tornare a Torino – come racconta lui stesso nella Tregua – ci mise quasi nove mesi, passando dall’Ucraina e dalla Romania. Fino al 1977, quando andrà finalmente in pensione dalla professione di chimico (nella quale s’era impiegato all’arrivo a casa, prima alla Duco-Montecatini di Avigliana poi alla Siva di Settimo Torinese; al mondo della fabbrica dedicherà un intero libro nel ’78, La chiave a stella), Levi resta uno scrittore semiprofessionista – «scrittore non scrittore», si definisce lui stesso in quegli anni –; quasi alla lettera uno “scrittore della domenica”: che solo nelle pause del suo “primo mestiere”, cioè, può attendere alla propria scrittura.  Leggi:>
  • Angelo Guglielmi, Marco Belpoliti alla prova di Primo Levi: Ho letto La prova di Marco Belpoliti nell’edizione Guanda (e dunque a dieci anni dall’edizione Einaudi) in cui l’autore, sulla scorta della Tregua, ripete (insieme al regista David Ferrario) il viaggio di ritorno, da Auschvitz a Torino, che il deportato Primo Levi (sopravvissuto) fece nel 1945. Aggiungo che non ho ancora letto i due ponderosi volumi einaudiani appena usciti dell’opera (quasi) omnia di Primo Levi (sempre a cura di Marco Belpoliti) e che Levi è un autore che io ho sempre apprezzato e ammirato ma non ha mai fatto parte della mia esperienza formativa. Leggi:>
  • Maria Teresa Carbone, Austerlitz, selfie nei campi di sterminio: Perché una coppia di innamorati o una madre con il suo bambino vanno a fare visita ai forni crematori in una bella giornata estiva di sole? Il regista ucraino Sergei Loznitsa dice che è stata questa domanda, e la perplessità che lui stesso ha provato visitando questi luoghi, a dargli l’idea per la realizzazione di Austerlitz, il documentario presentato all’ultimo Toronto Film Festival. Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / Mitili, cozze, peoci...: Siamo in anticipo di quattro cinque mesi sulla raccolta, ma è proprio questo il punto. Chiamiamoli mitili, ed immaginiamo di cuocerli leggendo la ricetta di Guelfo Cavanna nei Doni di Nettuno. Stampato nel 1913 a Firenze, è un manuale consacrato al pesce in una Italia che lo declinava in cento dialetti e ne cucinava zuppe e brodetti in altrettanti modi. Zoologo dell’Università di Firenze, fonde la diversità gastronomica e linguistica senza negarla, e detta regole semplici, tenendo ben presente il contesto in cui il pesce viene consumato e chi se ne ciba, e il proprio ruolo non solo di professore ma di commensale. Andare a ripescare formule centenarie, oppure recitare ricette fuori tempo, fuori stagione, sono altrettanti modi di immaginare la cucina, di conferire al suo insegnamento un doppio valore virtuale e reale, ed è qui che vogliamo portare il lettore.  Leggi:>
  • Semaforo: Educazione - Entusiasmo - Sorveglianza. Leggi:>
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