giochiAntonella Sbrilli

Il gioco che sfida a rintracciare il nome di un artista reale, anagrammando il titolo di una mostra immaginaria, stavolta è declinato al femminile e si intitola appunto Intitolate.

Finora abbiamo giocato con Gianfranco Baruchello (fragore con la china blu), Mario Ceroli (mai colorire), Sandro Chia (china sorda), Luca Vitone (vuole canti), Massimo Bartolini (amo simboli strani).

Era ora di cambiare genere, rifacendosi a un esempio magistrale: gli anagrammi che nel 1974 Man Ray dedica all’amica Carol Rama, geniale e irriducibile artista nata a Torino come Olga Carolina Rama e morta nel 2015. (La passione secondo Carol Rama è il titolo di una mostra in corso fino al 5 febbraio alla Gam di Torino, sulla quale nei prossimi giorni alfabeta2 pubblicherà un articolo di Cristina Zappa, ndr).
Carol Rama da Artribune

Man Ray definisce Carol Rama Femme des sept visages, ed elenca le combinazioni delle nove lettere del suo nome: Carolrama Coralarma Claromara Arolcarma Coralroma Ormalacra Carmarola, alludendo alla sua sfaccettata e multiforme personalità.

Questa settimana scegliamo anche noi il nome di una importante artista italiana e ne ricombiniamo le lettere fino a formare una frase, che potrebbe essere il titolo di una sua mostra possibile. Complicato? Meno di quello che sembra.

Per chi vuole provare, ecco qui il titolo da anagrammare:

Rivolgilo abilmente

Il titolo della mostra è un invito a manipolare l’oggetto esposto, un libro-scultura senza inizio né fine apparente. Come con un origami, bisogna eseguire con abilità delle mosse in successione per ricostruirne lo svolgimento e il senso.

Soluzione: 7, 11

Come si gioca:

a) inviando la soluzione, cioè il nome e il cognome dell’artista

b) proponendo altri anagrammi della stessa artista

c) inviando proposte di mostre il cui titolo è l’anagramma di un altro artista

Le soluzioni e le proposte vanno inviate all’indirizzo email redazione@alfabeta2.it

Le risposte al gioco dell’8 gennaio 2017

Bartolini da sicaliIl nome nascosto nell’anagramma “amo simboli strani” era quello dell’artista Massimo Bartolini, nato a Cecina nel 1962 e autore di colte installazioni.

Fra i giocatori e le giocatrici che lo hanno individuato, ci sono Sandra Muzzolini, Valentina Vannozzi e Sebastiano Sicali che dal suo account Twitter invia la foto di un’opera di Bartolini per una mostra del 2015 al Museo Marino Marini di Firenze, un monaco birmano esposto accanto al Tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti: un indizio che conferma in qualche modo l’anagramma iniziale “amo simboli strani”.

Per chi abbia voglia di cimentarsi in un altro enigma, ecco la proposta di Luigi Scebba: le lettere del nome e cognome (6, 9) di quale artista italiano sono ricombinate in questa frase: “Semiotica lecita”?

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