woman_traffic-300x202Architettura

Di rado gli architetti conquistano le prime pagine dei giornali. Ma Patrik Schumacher (attuale capo della Zaha Hadid Architects, ndr) ci è riuscito di recente sull’Evening Standard, dopo un discorso in cui si è dichiarato a favore della privatizzazione di tutti gli alloggi sociali e tutti gli spazi pubblici - tra cui Hyde Park - e ha sostenuto una gentrification intensiva delle aree urbane. La sua perorazione per conto dei plutocrati ha raggiunto livelli esilaranti quando a proposito dei proprietari di seconde case a Londra, ha detto: "Anche se sono qui solo per poche settimane l’anno, danno dei grandi party, che sono eventi incredibilmente moltiplicatori".

Owen Hatherley, The Architecture of Neoliberalism by Douglas Spencer review – privatising the world, The Guardian, 12 gennaio 2017

Geopolitica

"Ho scelto Kaliningrad per rispetto verso Adidas. In Russia le squadre sportive indossano sempre divise Adidas, Storicamente il marchio significa qualcosa per il popolo russo. Kaliningrad era tedesca prima della fine della seconda guerra mondiale e ci sono ancora alcuni sorprendenti edifici tedeschi, tra cui alcuni dei più antichi stadi di calcio. Ho pensato che era un posto perfetto per presentare una collaborazione tra un marchio russo e un marchio tedesco, perché questo luogo ha lo spirito di entrambi "

Vikram Alexei Kansara, How Gosha Rubchinskiy and Adidas Are Refashioning Football, Business of Fashion, 12 gennaio 2017

Zoologia

La situazione di un animale in uno zoo, in relazione agli esseri umani, dipende in larga parte dalla prospettiva dell'istituzione in cui vive. Può essere una sorta di animale domestico cittadino oppure il membro di un consorzio semi-agricolo il cui compito consiste nel farsi guardare, riprodursi e, forse, morire giovane. Lo zoo di Copenhagen, più di altri, si propone di includere praticamente ogni animale nella seconda categoria e di evitare quella che Holst ama chiamare la "disneyficazione" della natura. Quando gli animali dello zoo sono antropomorfizzati, diventano "pagliacci nel nostro mondo", dice [il direttore scientifico dello soo di Copenhagen] Holst. (Una volta ha detto che Knut, il coccolatissimo orso polare dello zoo di Berlino, morto nel 2011, era tanto grasso da sembrare "un barile a quattro zampe"). Holst, che ha un cane di nome Bassti, precisa: "È bene attaccarsi agli animali, come fanno i nostri addetti. Ma bisogna essere realistici. Questa non è una favola, dove tutti nascono e nessuno muore mai ".

Ian Parker, Killing Anmals at the Zoo, The New Yorker, 16 gennaio 2017

Il Semaforo di Alfabeta2 è a cura di Maria Teresa Carbone

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