cuccagna_evid_orizz-1060x600Alberto Capatti

Ho tra le mani un quaderno a righe. Copertina nera, stampato a Milano e porta la menzione “Marianna Bicchi, pietanze 1927” con l’aggiunta “scritte dalla figlia Giuliana”. Prima ricetta :

Carne con acciughe

Si stecca la carne con burro e acciughe e si mette a rosolare in una cassaruola dove avremo fatto uno strato di burro e acciughe colorita che sia vi si aggiunge a piccola quantità del brodo perché non si attacchi e cotta che è nell’intinto si fanno le patate.

Polpa di vitello o di manzo? non è detto perché le ricette di casa sono autoreferenziali e servono ad una trasmissione domestica prima orale poi scritta. La famiglia era fiorentina, viveva a Milano, la lingua è artusiana ed alcune ricette, le bracioline ripiene ricordano La scienza in cucina senza plagiarla. La storia d’Italia le contrassegna ulteriormente con queste

Scaloppine alla Mussolini

In acqua salata bollite poco circa mezzo kg di spaghetti. Appena cotti scolateli e conditeli con formaggio e poche droghe, emulsionatevi un pezzo di burro e tre uova intere incorporate completamente. Al fuoco dolce mettete una padella di ferro in essa fondete del burro e appena biondo sdrucciolatevi la preparata pasta e tratttatela come se fosse una frittata cioè la friggerete bene da entrambe le parti, collocatela nel mezzo d’un vassoio e la coprite con scaloppine di vitello rosolate nel burro con fettine di prosciutto e funghi. Spruzzateli con marsala e correggete con sale prima di servire.

Mussolini è arrivato presto nei quaderni di casa e vi rimarrà a lungo, dopo la morte, per l’affinità del suo nome con la mousseline francese. La cucina pratica del grande Mario Borrini, seconda edizione 1953, registra le Patate Mussolina : “Procedete come per la purea di patate sostituendo metà del latte con altrettanta panna montata.”

Tornando a Marianna Bicchi racconta una quarantina di pietanze soprattutto di carne, e cita Petronilla, e la figlia trascrive il polpettone di carne avanzata e la

Costata di manzo

Prendete una grossa costata di manzo di circa un kg. battetela pooco e come sta passatela alla farina. Ponetela quindi a rosolare in una casseruola aggiungendo pancetta e cipolle triturate.

Cosi continuano, madre e figlia, senza altre pretese che registrare la propria maniera di cucinare, poi smettono e nel quaderno, con penna giovanile, si inserisce una polenta, esercizio scolastico elementare. Così finiscono i quaderni di ricette, eredità famigliare e documenti di storia della cucina, lasciati a se stessi, senza pubbliche raccolte e pochi collezionisti senza eredi.

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