giochiAntonella Sbrilli

Anno nuovo: malgrado tutti i propositi di novità, è facile che ci si trovi a combinare e ricombinare le stesse cose. Ma è anche vero che cambiando l’ordine degli elementi, la novità da qualche parte appaia. Anche noi torniamo a ricombinare le lettere dei nomi d’artista con il gioco Intitolati.

Si tratta - come si legge qui - di anagrammare una frase che si presenta come il titolo di una possibile mostra: le lettere che compongono la frase sono quelle del nome di un artista italiano da indovinare e a cui la mostra in potenza si riferisce.
imageQuesta volta giochiamo con una mostra realmente allestita qualche anno fa. Nel 2009, a Trento, Luca Vitone realizzò un progetto (promosso dalla Fondazione Galleria Civica) dal titolo Cammin facendo; un itinerario per le strade della città che faceva tappa davanti a grandi e piccoli alberi, ognuno dei quali era dedicato a un artista contemporaneo. Luca Vitone si firmava con l’anagramma “Vuole canti” e i nomi dei dedicatari a loro volta erano tutti anagrammati.

Da quel progetto, che invitava a identificare alberi e persone giocando con i nomi e i titoli, proponiamo questo anagramma:

“Amo simboli strani”.

image-1Chi è l’artista italiano le lettere del cui nome e cognome (7, 9) sono rimescolate in questa frase evocativa?

Come sempre, si può inviare la soluzione a redazione@alfabeta2.it

Qui le soluzioni degli anagrammi di artisti inviati dai lettori

La “China sorda” proposta da Eleonora Gregorio nasconde il nome di Sandro Chia;
l’indicazione “Mai colorire” riferita al legno e immaginata da Aldo Spinelli, è l’anagramma di Mario Ceroli;

infine il visionario accostamento di Luigi Scebba: “arte, droghe, Tondelli” si risolve col nome di Gherardo delle Notti.


Le risposte al gioco L’oracolo in archivio del 25 dicembre 2016

Qualcuno, durante le feste, ha interrogato l’archivio di Alfabeta2, con l’obiettivo di trarre suggerimenti dalle risposte e di utilizzare creativamente frasi emerse dall’interrogazione. Il motore di ricerca della rivista è stato messo in movimento con diverse parole chiave, fra cui desiderio, paura, interessante, futuro.

Daniela Valdiserra ha scelto il termine “perpetuo” e ha avuto in risposta una serie di articoli in cui la parola compare nel testo; percorrendoli liberamente, ha ricavato un personale Omaggio all’ombra:

“Estetica dell’oggetto respinto / Fotografie europee / Severe matematiche / Fantasmagoria dell’immagine / Noè, contento di deserti / Le doglie delle partorienti / Poetiche posturali dei Festival / Per gioventù bruciante / Nella sera del problema / Navi sospese sulla lezione / Di una fiction francese / Una polka xebeche / Per noi. Visiting aliens".

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