L'alfadomenica di oggi coincide con il primo giorno del 2017. Innanzi tutto, quindi, buon anno a coloro che ci seguono quotidianamente attraverso questa newsletter! E un grazie particolare a chi ci ha già dimostrato il suo sostegno e il desiderio di far parte in modo più attivo della vita di alfabeta2, iscrivendosi alla associazione che abbiamo varato nelle scorse settimane. A chi non lo ha ancora fatto, segnaliamo che nei prossimi giorni  attiveremo una modalità semplificata, che consentirà di iscriversi anche online. Il 2017 sarà un anno cruciale per alfabeta2: dalle vostre risposte, dalle iniziative che ci auguriamo di costruire con la vostra collaborazione, dipenderà infatti quel cantiere di intervento culturale che la rivista si propone di essere e che l'associazione intende rafforzare, diventando un luogo di incontro virtuale e fisico. Buon anno a tutte e tutti!

Oggi su alfadomenica:

  • Lelio Demichelis, L'utopia della responsabilità. Senza populismo:  Questo non è un articolo di fine o inizio d’anno, retoricamente ricco di buoni propositi per il futuro, eccetera, eccetera. Questo è (o vorrebbe essere) un pezzo ad alto tasso di politica, provando a riflettere ancora sulla crisi economica e sociale, sul referendum del 4 dicembre ma anche facendo una chiosa al dibattito sul populismo sviluppatosi su alfabeta2, dopo l’importante libro di Carlo Formenti su La variante populista. Lo facciamo recuperando tre concetti importanti ma da tempo abbandonati dalla politica (cioè da tutti noi, noi essendo la polis, noi essendo il demos) e in particolare dalla sinistra (altro concetto dimenticato, ma assolutamente da recuperare e riattivare): idea, speranza e responsabilità. Leggi:>
  • Paolo Morelli, La saluto, povero servo! Céline e gli editori: Rieccolo in scena, Céline, anche senza mentite spoglie. Si intitola Lettere agli editori il libro (per la cura amorevole di Martina Cardelli), e si può leggere come una farsa, fa venire in mente il Misantropo di Molière. Lì c’era: “Se come veri lupi, fra uomini vivete / mai finché campo, mai, traditori, mi avrete!”; qui, solo per un esempio, “Non sono felice di vedere i miei fratelli trasformati in subdoli, vigliacchi, e sadici maiali – Li preferirei più verticali e decenti”. L’epistolario contiene quasi solo lettere di Céline e va dal 1932, l’anno della pubblicazione del Voyage, al 1961, anno della morte, e anzi le ultime due non furono spedite ma ritrovate sul tavolo di lavoro e consegnate a mano dalla compagna Lucette. I destinatari sono principalmente Robert Denoël, l’editore che aveva avuto coraggio e prontezza per assicurarsi Voyage, Pierre Monnier, fedele e sperticato ammiratore che per lui si trasformò in agente ed editore, Jean Paulhan nonché la dinastia Gallimard. Leggi:>
  • Alberto Capatti, Alfagola / La giardiniera: Alfredo Panzini nella prima edizione del Dizionario Moderno, 1905, così la definiva: “con voce tolta dalla cucina francese chiamasi giardiniera (fr. jardinière) quel piatto allestito di varie verdure e cibarie tagliuzzate e condite (carote, sedani, patate, piselli) e serve di contorno”. Negli stessi anni, Artusi, nella Scienza in cucina ignora il termine e le relative ricette. La giardiniera non è un contorno elegante, come l’origine del nome farebbe supporre, e l’allusione stessa al giardino e non all’orto parrebbe impropria o vanitosa.  Leggi:>
  • Semaforo: Futuro 1 - Futuro 2 - Futuro 3 - Leggi:>

 

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