Oggi nell'alfadomenica:

  • Franco Berardi Bifo, About blankNei primi anni del decennio ’80 vivevo nel lower east di Manhattan. Scrivevo articoli per una rivista milanese. Scrivevo della scena new wave o no wave dei locali after punk, sull’arte di strada su Keith Haring e Rammelzee e Basquiat. Nel 1977 la città di New York aveva dichiarato bancarotta: l’industria che aveva dato lavoro e identità alla città ora se ne andava. Quando arrivai a New York interi quartieri erano cimiteri abbandonati, fabbriche deserte trasferite nella Sunbelt, magazzini vuoti. Ma un sindaco lungimirante che si chiamava Ed Koch ebbe un’idea brillante: invitò gli artisti di ogni paese a venire a New York. E quelli vennero a frotte e si misero a ristrutturare quei locali abbandonati, a trasformarli in laboratori di vita indipendente. Musicisti, graffitisti, poeti, ma anche sperimentatori tecnici e sperimentatori esistenziali, affollarono la città per farne una specie di incubatrice del futuro possibile. Poi venne l’AIDS. - Leggi:>
  • Mariuccia Ciotta, La macchina ammazzacattivi: Ci sono film che catalizzano l'energia di cinema e storia come Denial-La verità negata di Mick Jackson, un legal thriller come tanti se non fosse sul terzo grande processo contro il nazismo dopo quello di Norimberga e a Eichmann, e se non fosse un complesso congegno politico, una macchina ammazza-cattivi senza pistole. Allenamento molto attuale contro la retorica politica vuota, partita a scacchi fatta di parole inattese che ricorda l'astuzia giudiziaria del Lincoln di Spielberg. Ma c'è chi alla Festa di Roma, dove è stato presentato, sbadiglia con gli occhi alla ricerca di una svirgolata emotiva, di un'uscita dal film-tv di cui il regista inglese è un esperto, autore per HBO e documentarista – dopo il successo nelle sale, l'unico, di Guardia del corpo ('92) con Kevin Costner e Whitney Houston. - Leggi:>
  • Un intervento di Manuela Gandini, Antidoti contro le emozioni distruttive:  Mentre infuria la terza guerra mondiale fatta a pezzi (Francesco) e mentre attacchi fisici, economici e cibernetici vengono sferzati in un mondo incandescente da esseri umani contro altri esseri umani, il Dalai Lama – a Milano per una nuova sessione di insegnamenti sul concetto di Interdipendenza – esordisce dicendo: “Siamo tutti esseri umani con due occhi, un naso e una bocca, indipendentemente dalla nostra provenienza. Ciascuno di noi anela a una vita felice rifiutando la sofferenza. Ciononostante gli uomini vivono costantemente nella paura e nella rabbia perché hanno bisogno di sviluppare la compassione”. - Leggi:>
Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!