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Mattia Gambardella

Presentato come uno dei progetti centrali del London Festival of Architecture 2016, INTERTWINED è un’installazione site-specific progettata all’interno del cantiere di una grande casa familiare nel quartiere londinese di Kensington, in fase di completa ristrutturazione.

INTERTW_NAARO_02È una fresca serata di giugno quando ricevo l’invito all’opening dell'installazione: leggo dal leaflet che il progetto è nato dalla collaborazione dei giovani architetti Annarita Papeschi e Vincent Nowak (FLOW Architecture), entrambi formati presso lo studio di Zaha Hadid, col coreografo e danzatore Riccardo Buscarini.

L’installazione, di cui poco è dato sapere nei materiali di presentazione, propone al pubblico un’esperienza di ‘architettura performativa’ che mette in gioco spazio, coreografia ed ergonomia all’interno del guscio residenziale della casa in ristrutturazione.

La facciata dell’edificio, una volta giunto al suo cospetto, non svela nulla di quanto ci attende all’intero, a parte il soffocato tintinnio di bicchieri e la musica in sottofondo tipici di un opening.

Entro.

INTERTW_NAARO_03I miei occhi impiegano qualche minuto per mettere a fuoco la scena che mi si presenta davanti: traiettorie geometriche, di un vivido color rosa acido tagliano come saette gli spazi, rimbalzando, sdoppiandosi sulle superfici e riconfigurandosi sulle pareti in nuove, inaspettate forme e combinazioni.

All’interno del grande cavedio della casa, quello che sembra essere il cuore del futuro progetto residenziale, lo sguardo insegue le forme, apparentemente caotiche, svilupparsi tridimensionalmente e colonizzare il vuoto della “casa guscio” in tutta la sua altezza, fino ai piani alti dell’edificio.

L’installazione INTERTWINED è materialmente concepita come un intreccio di corde tese e annodate, a formare un grande corpo spaziale tridimensionale che i visitatori sono invitati a percorrere internamente ed esternamente.

INTERTW_NAARO_04Alla maniera di certi lavori dell’artista giapponese Chiharu Shiota, il corpo amorfo dell’installazione si confronta con il vuoto dello spazio esistente, suggerendo nuovi contorni e modalità d’uso.

Salgo ai piani superiori.

Lo sguardo corre sulle linee a cercare di definirne i confini e a interpretare le forme dell’installazione: man mano che ne esploro i limiti (occupa interamente i tre piani della casa) l'intenzione dei designers/coreografi diviene via via più chiara e leggibile.

INTERTW_NAARO_05Raccolte, raggomitolate, raggianti, le linee del progetto creano geometrie e forme che tracciano, al loro interno, le posizioni, cristallizzate nel tempo, del danzatore/coreografo Buscarini, invitando i visitatori ad attraversarne le forme ed a ri-percorrerne le sottili frasi coreografiche.

Il pubblico è interessato e divertito: in molti casi pare cogliere la logica dell'installazione e si impegna a esplorarne l’estensione, ripercorrendo, in contorcimenti e distensioni, le matrici spaziali del danzatore, tracciate tridimensionalmente nello spazio dal groviglio di cavi.

Guardo in basso dall’ultimo piano della casa, attraverso l’ampio cavedio, e istantaneamente l’intero luogo si riconfigura ai miei occhi in una grande coreografia, orchestrata attorno al corpo della casa dove i visitatori, consapevoli o inconsapevoli danzatori/comparse dell’opera, attivano in maniera imprevista e soggettiva le forme e le figure tracciate nello spazio.

INTERTW_NAARO_06Non è un caso che il progetto utilizzi, sin dalla sua concezione, tecniche digitali come la motion-tracking technology con la quale i movimenti di Buscarini sono stati registrati e tradotti nel loro sviluppo temporale e spaziale.

Mentre l'installazione si colloca certamente nel campo dell'architettura digitale per l'approccio metodologico attraverso cui è maturata (l'uso di motion-tracking e algoritmi generativi) è certamente da considerarsi anche un’opera d'arte – e d’architettura - performativa e relazionale, per l’approccio verso il ruolo del performer/spettatore, che vede nello spettatore un partner essenziale nell’attivazione stessa dello spazio e dell’azione scenica.

INTERTW_NAARO_07La ricerca coreografica nel progetto, sviluppando attorno a temi cari a William Forsythe, che fu tra i primi a creare un gruppo di ricerca scientifico interdisciplinare sull’argomento, mira ad articolare performativamente il comportamento dell’essere umano in un contesto fisico spazialmente organizzato e definito e a suggerire una nuova pratica coreutica interdisciplinare.

INTERTW_NAARO_08Lascio INTERTWINED con una allargata consapevolezza di cosa significhi per me questo termine: intreccio non solo di materiali e forme, di vuoto e pieno, di esistente e futuro, ma anzitutto di saperi disciplinari volti a suggerire nuovi fertili territori di ricerca nella pratica professionale e artistica del contemporaneo.

Sulla home page di Alfabeta2 il video di Ugo Nespolo LA GALANTE AVVENTURA DEL CAVALIERE DAL LIETO VOLTO (1966/67)

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