Oggi su alfadomenica:

  • Lelio Demichelis,  Enrico Donaggio, dire di no – per dire sìSe non esci da te stesso, non puoi sapere chi sei; o, detto altrimenti, bisogna allontanarsi dall’isola per vedere l’isola – scriveva José Saramago. Occorre cioè saper mettere una certa distanza tra sé e la realtà, per vedere la realtà (anche di se stessi). Di più: non si riesce a comprendere il mondo se si perde la capacità di osservare l’insieme e si rinuncia alla possibilità di farlo. E più il capitalismo e la tecnica (è una delle loro abilità biopolitiche) procedono nella logica autopoietica di suddivisione della realtà (del lavoro, della conoscenza, del sapere, della vita), meno abbiamo noi la capacità e la possibilità di vedere l’insieme e quindi capire dove il capitalismo e la tecnica (ciò che rimette insieme le parti prima suddivise) ci stanno portando. Leggi: >
  • Renata Scognamiglio, Riconnettere l’opera a un pubblico: Intervista con Michel Van der Aa: D. Maestro van der Aa, come ha sviluppato il Suo approccio ‘multimediale’ alla composizione? R. Sono sempre stato molto una persona molto ‘visuale’. Ho cominciato come compositore di musica pura, ma gradualmente ho avuto sempre più idee sugli aspetti visivi, così le mie partiture si sono riempite di note di regia sempre più importanti. Ad esempio, in Wake per due percussionisti (1997), i due interpreti hanno la stessa attrezzatura, ma uno dei due si limita a mimare i movimenti senza toccare mai i suoi strumenti. È un esempio estremo di quanto immagine e suono abbiano via via cominciato a ‘estendersi reciprocamente’ nel mio lavoro. Leggi: >
  • Lorenzo Esposito, Venezia 73, la realtà e le ideeParafrasando un vecchio intervento di Godard, si potrebbe dire che oggi i cineasti si dividono fra quelli che hanno idee sul cinema e quelli che hanno idee sulla realtà. Da un lato i cinefili (di nuova formazione), dall’altro gli umanisti (ai tempi del giovane Godard non c’era differenza fra le due categorie). I primi sognano di fare il loro film, i secondi pensano ancora che si possa cambiare il mondo. Poiché è solo in questo secondo caso che il cinema mostra ancora di essere un territorio essenziale di combustione e rivoluzione (ebbene si), è sempre più solo dei secondi che vale la pena di occuparsi.. Per esempio Spira mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti (coraggiosamente invitati nel Concorso principale). Leggi: >

  • Semaforo: Bancarotta (in mezzo al Pacifico) - Inferno (a Guantanamo) - Scoperte (nel Bundesarchiv). Leggi: >

 

Sulla home page di Alfabeta2 il video di Ugo Nespolo LA GALANTE AVVENTURA DEL CAVALIERE DAL LIETO VOLTO (1966/67)

Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!