Cronache

Sabato 27 agosto delle scintille provenienti da una lampada difettosa hanno dato fuoco a una tipografia nella periferia di Mosca. Alimentate da prodotti chimici e da carte infiammabili, le fiamme si sono velocemente fatte strada attraverso l'edificio, inghiottendo un piano dopo l'altro. Al quarto piano il rogo ha intrappolato un gruppo di lavoratrici nella stanza dove si stavano cambiando d’abito tra un turno e l’altro. Nel tempo in cui i vigili del fuoco hanno domato l’incendio, 17 giovani donne avevano perso la vita. Venerdì scorso, quasi una settimana dopo il giorno dell’incendio, le autorità russe hanno aggiunto il proprietario della tipografia e il responsabile della sicurezza antincendio alla lista dei ricercati federali. Entrambi sono scomparsi dopo la tragedia. (…) Quattordici delle vittime del fuoco erano lavoratrici migranti provenienti dal Kirghizistan, e la loro morte ha inviato onde d'urto attraverso il loro paese natale e la sua diaspora. In patria e all’estero i cittadini kirghizi hanno partecipato a cerimonie commemorative e hanno raccolto i soldi per le famiglie delle vittime. Il presidente Almazbek Atambayev ha dichiarato il 28 agosto giornata di lutto nazionale. (…) Per molti,la continua risonanza del dramma in Kirghizistan è sorprendente. Per i moscoviti, i migranti sono spesso operai senza nome che lavorano nei cantieri edili. Ma in Kirghizistan - dove le rimesse personali costituiscono oltre il 25% del PIL secondo i dati 2015 della Banca mondiale e la migrazione della manodopera tocca quasi tutte le famiglie - il destino dei migranti è inseparabile da quella della nazione.

Matthew Kupfer, Forgotten in Moscow, Deadly Fire Still Resonates 3700 Km Away, Moscow Times, 4 settembre 2016

Il Semaforo è a cura di Maria Teresa Carbone

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