Oggi su alfadomenica:

  • Paolo Fabbri, Appunti sul Butorama: Rileggendo, riguardando, riascoltando alcune delle tantissime opere di Michel, volevo provarmi a un esercizio di ammirazione. Non si tratta di retorica, del tropo epidittico della lode, ma di una manifestazione passionale. Premetto che nel suo trattato sulle passioni dell’animo, Cartesio - per cui senza affetto non ci sarebbe alcuna azione - scriveva che l’ammirazione era la sola passione senza contrario. Non so se è vero - che sia il disprezzo? - ma trovo opportuno in questa circostanza e alla presenza di Michel, esercitarmi in una passione senza contrario: l’ammirazione, appunto. Leggi >
  • Paolo Morelli,  L'arte della viva voce: Robert Louis Stevenson sosteneva di aver imparato a scrivere storie ricopiando a mano alcune pagine dei suoi autori preferiti. Credeva fermamente che attraverso la mano gli restasse qualcosa di quell’arte. Lo stesso Stevenson ha più volte ribadito che ogni uomo possiede un «orecchio interno» per la letteratura, giacché essa è una necessità primordiale dell’essere umano, e solo dopo diventa prodotto culturale. La narrazione ad esempio nasconde l’aspirazione a recuperare qualcosa di perduto, di cui riafferriamo la consistenza soltanto attraverso una sorta di iniziazione misterica. Nell’animo umano esiste una disposizione ad accogliere simili storie. Predisposizione naturale, conoscenza che nessuno ha insegnato. Leggi >
  • Francesco Fiorentino, Abbasso lo spettacolo, viva lo spettacolo. Il teatro di Alain Badiou: Nei saggi sul teatro che Alain Badiou scrive tra il 1995 e il 2014 – ora raccolti in italiano nel volume Rapsodia per il teatro. Arte, politica, evento, a cura di Francesco Ceraolo (Pellegrini, Cosenza 2015) – vediamo ogni tanto affiorare un modo di guardare al teatro che è tipico della filosofia. E che viene da lontano. Lo troviamo già agli inizi della riflessione filosofica sul teatro, nella Poetica di Aristotele, per il quale, come si ricorderà, le parti della tragedia sono sei: il racconto, i caratteri, l’elocuzione, il pensiero, lo spettacolo e la musica. Queste ultime sono di gran lunga le meno rilevanti: la musica è solo un ornamento, anche se il più importante, mentre lo spettacolo è «l’aspetto meno artistico» e riguarda «l’arte della scenografia» più che la poetica. È comunque un elemento inessenziale: «L’efficacia della tragedia infatti – asserisce Aristotele – si conserva anche senza la rappresentazione e senza gli attori». Leggi >
  • Semaforo - Cronache: Sabato 27 agosto delle scintille provenienti da una lampada difettosa hanno dato fuoco a una tipografia nella periferia di Mosca. Alimentate da prodotti chimici e da carte infiammabili, le fiamme si sono velocemente fatte strada attraverso l'edificio, inghiottendo un piano dopo l'altro. Al quarto piano il rogo ha intrappolato un gruppo di lavoratrici nella stanza dove si stavano cambiando d’abito tra un turno e l’altro. Nel tempo in cui i vigili del fuoco hanno domato l’incendio, 17 giovani donne avevano perso la vita.
  • Sulla copertina di Alfabeta2 questa settimana: Antonio Rezza in Basta Cani di Nanni Balestrini
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