PageLines- wikipedia-Teatro_Epidauro-924x520.jpgValentina Valentini

L’insieme dei trentuno articoli che saranno pubblicati nel mese di agosto da alfa+ sono compresi nel territorio delle arti performative: teatro, danza, video d’autore e nuovo teatro musicale. Gli articoli sono stati commissionati a una pluralità di studiosi – alcuni collaboratori abituali della testata, altri coinvolti per l’occasione – e delineano un paesaggio ricco e frastagliato che rispecchia la realtà dei nostri tempi, una sorta di mappa dei processi creativi e protagonisti del presente e del passato derivante dall’osservazione diretta dei fenomeni scenici e dal loro approfondimento teorico.

Gli spettacoli oggetto di Agosto tuttoteatro sono stati presentati in alcuni significativi festival in programma tra la primavera e l’estate del 2016. Per citarne alcuni: il Fast Forward Festival promosso dal Teatro dell’Opera di Roma; la Live arts Week curata da Xing a Bologna; il Kunstenfestivaldesarts a Bruxelles; il Napoliteatrofestival a Napoli; il Festival di Drodesera alla Centrale Fies di Dro; il Festival di Santarcangelo, il Ravenna Festival, Scene di Paglia. Festival dei casoni e delle acque a Piove di Sacco (Padova) e il Festival Inteatro di Polverigi.

Le opere e gli autori selezionati dai festival non appartengono solo alla scena italiana. Il collettivo tedesco Rimini Protokoll con Home visit Europe esplora le dinamiche fra gruppo e individuo, ponendosi la questione di che cosa sia l’Europa, attraverso un gioco di società che prevede una vittoria o una sconfitta, allontanandosi dunque dalla comune fruizione dello spettacolo da parte dello spettatore. Xebeche di gruppo nanou riflette sul concetto di soggetto/identità a partire dal corpo cavo (un corpo senza organi) nel desiderio di restituire in scena «il corpo come corpo e nulla più», a prescindere dal sesso, dalla sua storia e dalla sua memoria. Con Il gabbiano di Thomas Ostermeier si affronta il leit motiv della capacità dei classici di trasportarci nel nostro presente di spettatori, bloccati dall’incapacità di reagire di fronte alle tragedie. E ancora, gravitando tra danza, performance e teatro musicale: Aurora di Alessandro Sciarroni, La tête d’Acteon di Glowinski (aka Bonom), Estasi di Enzo Cosimi, Passion selon Sade di Sylvano Bussotti, Blank Out, opera da camera di Michel Van der Aa, Je suis Fassbinder di Stanislav Nordey e Falk Richter, ST/LL del giapponese Shiro Takatani, il rito delle Adzore dello svedese Markus Ohrn, Natten del coreografo Mårten Spångberg; le interviste alla coreografa svizzera Yasmine Hugonnet di Piersandra Di Matteo, e a Silvia Bottiroli (direttrice uscente del festival di Santarcangelo) a cura di Annalisa Sacchi. Lo Specchio Magico, urban art dance opera con musiche di Fabio Vacchi e testo di Aldo Nove, ripercorre personaggi e momenti drammatici della storia dell’uomo, declinazioni diverse di una medesima e autodistruttiva volontà di dominio, dalla caduta dell’Impero romano allo sterminio delle popolazioni native-americane, sino all’avvento delle moderne armi di distruzione di massa collo sgancio della bomba su Hiroshima.

Uno spazio specifico è dedicato al Festival di Drodesera, media partner di alfabeta2, con una serie di interviste video ad alcuni artisti e compagnie in scena nell’attuale edizione del Festival. Il titolo scelto per quest’anno è World Breakers (mondi in sgretolamento) che, come scrive Chiara Pirri nel testo di presentazione del Festival, «mostra il momento in cui qualcosa s’infrange: la quotidianità irrompe in un paesaggio artificiale e immaginifico con Philippe Quesne in La Mèlancolie des Dragons; la violenza più efferata entra in una classe di liceo durante l’esame di maturità Socrate il sopravvissuto di Anagoor (ispirato dal romanzo Il sopravvissuto di Antonio Scurati); l’universo familiare fatto di lingua madre e cultura si vede costretto al confronto con un altro mondo in A beautiful ending di Mohamed El Khatib; il disastro di Chernobyl rivive attraverso la testimonianza di un’anziana coppia che non ha voluto abbandonare il proprio villaggio in seguito all’esplosione nel film di BERLIN, Zvizdal. Il passato e il futuro si scontrano: Sotterraneo porta in scena una riflessione cinica e singolare sul post-umano (Postcards from the future); Vanja Smiljanić presenta uno studio sulla setta religiosa dei Cosmic People / Cybernetic War; l’artista angolano Nastio Mosquito (attualmente in mostra alla Fondazione Prada di Milano) contamina musica, video, installazione e performance per trattare i temi dell’eredità culturale; Luigi Presicce propone un ciclo filmico sulle sue performance affrontando parallelamente eventi storici, politici e simbologie astrali e alchemiche; Blauer Hause, con Giulia Morucchio, offre ascolti dedicati a ciò che resta sul piano sonoro dell’atto performativo».

Oltre agli spettacoli, ai laboratori, agli artisti in dialogo, alle mostre (Immagini sensibili di Studio Azzurro a Palazzo Reale a Milano) troveremo anche recensioni di libri: dalla monografia che Anna Barsotti dedica a Toni Servillo al tema della voce, che ritorna con il libro Utopie vocali di Michel De Certeau (curato da Lucia Amara) e con il saggio di Giorgio Agamben Experimentum Vocis, contenuto nel suo ultimo libro Che cos’è la filosofia, da Ridere rende liberi. Comici nei campi nazisti di Antonella Ottai alla raccolta di saggi di Morton Feldman, Pensieri verticali.

Da questo breve resoconto emerge chiaramente che l’Italia è un paese ricco di teatro e un centro nevralgico per le arti performative internazionali. Nonostante alcuni interventi governativi, come la riforma ministeriale del 2014 che ha ridotto i contributi pubblici alla produzione, formazione e fruizione teatrale, e nonostante la retorica di chi marginalizza il mercato e il consumo di spettacolo dal vivo come un optional voluttuario, il teatro in Italia resta artisticamente vitale. Offre un ampio numero di festival, rassegne, stagioni; ha un raggio d’azione a livello internazionale (pur in assenza di un’adeguata promozione istituzionale); un’editoria che, per quanto ridotta rispetto agli anni Sessanta e Settanta del XX secolo, fra pubblicazioni online, ebook e stampa tradizionale tiene il passo, perlomeno in campo nazionale, degli studi e delle esperienze contemporanee. È indubbio che questa produttività poggi ancora su un conflittuale doppio regime fra: lavoro che produce reddito e lavoro artistico che non assicura la sussistenza, doppio regime che crea un equilibrio instabile costantemente sul punto di crollare.

Di fronte a una sostanziale ottusità degli apparati istituzionali – fatta di scelte squisitamente commerciali (nomi di risonanza che provengono dalla televisione e dal cinema, come La traviata con la regia di Sofia Coppola) o di salvaguardia del potere acquisito – si sviluppano strategie di resistenza che vedono estendersi la rete dei centri di produzione, le residenze e le iniziative che cercano di contrastare e sopperire al sentimento di sfiducia verso le istituzioni pubbliche e di isolamento del singolo autore-artista.

A tal proposito riportiamo alcune realtà: www.crowdarts.eu: How to support an artist you love: struttura internazionale formata da competenze diverse (arte, economia, informatica, comunicazione) che ha l’obbiettivo di attivare risorse economiche attraverso processi partecipati come il crowd funding, destinandole alle arti performative. In simile direzione lavora anche la cooperativa SmartIT (smart-it.org/ dalla parte degli artisti), impresa sociale nata a Bruxelles (e attualmente inserita in un network europeo) per sostenere la realizzazione e la gestione amministrativa-burocratica e legale di progetti artistici, garantendo una regolarità di pagamento per i suoi soci (arti performative, visive, freelance) e facilitandone la mobilità internazionale.

Tuttoteatro di agosto su alfa+ propone una integrazione fra il testo scritto e le immagini fisse e in movimento, che ribalta anche il rapporto fra i due, per cui nelle interviste video dal Festivad di Drodesera, centrale è il testo audiovisivo. Un dossier che potrà essere consultato e interrogato in dimensione «archivio» e  di cui ampi stralci si ritroveranno in formato cartaceo sul prossimo Almanacco di alfabeta2.

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