Oggi su alfadomenica:

  • Federico Campagna, Hypnerotomachia Europae:  Le previsioni del futuro, si sa, sono affare da ciarlatani. La storia si snoda lungo una parabola irregolare e mai il futuro degli eventi si trova iscritto nei fatti correnti. Ma il tempo della storia non è l’unico lungo cui scivola la vita del mondo e degli esseri che lo popolano. Altri tempi agitano la realtà, ciascuno secondo ritmi propri. I tempi emotivi, per esempio, con i loro archetipi e simboli, hanno ben poco a che fare con quelli storici. A differenza di questi, seguono traiettorie spiraliformi, a volte circolari. È quindi forse rispetto a questa storia parallela, la storia emotiva del mondo, che è possibile immaginare quale genere di futuro ci aspetti: che cosa, nel presente, già narri il racconto del tempo a venire, con la regolarità delle favole o dei miti ricorrenti. Come nelle favole e nei miti, non sono tanto gli eventi o gli individui singoli a succedersi, quanto piuttosto le loro forme archetipe, quelle che Karoly Kerenyi chiamava i ‘mitologemi’. Una di queste, sin dai tempi più arcani, è la guerra. Personificata nelle spoglie di un dio o astratta in quanto principio cosmico, la guerra è un personaggio costante di quel tempo di sogno che è la storia emotiva del mondo. Come il mostro Tifone, la guerra si agita sempre sotto la montagna. Leggi:>
  • Elisabetta Marangon, Mimmo Jodice, lo spazio del silenzio metafisico: I volti e i corpi di una comunità popolare emergono su una parete bianca all’interno di una sala minimalista, succedendosi l’un l’altro come frames filmici intervallati da una lenta dissolvenza, mentre il pubblico prende parte al loro rito laico di svelamento. Si tratta di Teatralità quotidiana a Napoli (2016), una raccolta emblematica di alcune immagini realizzate da Mimmo Jodice nell’arco degli anni Sessanta e Settanta, la cui proiezione inaugura il percorso visivo di Attesa, la prima grande retrospettiva dedicata al fotografo allestita presso il Museo Madre. Lavoratori, malati, emarginati, fedeli di un partito politico o di una religione, uomini, donne e bambini, ritratti da soli o in gruppo, in pose ieratiche o in movimento, si alternano in inquadrature realizzate in esterno o in interno, di giorno o di notte. Pur differendo per angolazione e piani di ripresa, restituiscono un affresco corale, a tratti «asfissiante» per intensità, del quale Jodice si rivela essere una parte del tutto. Leggi:>

  • Semaforo: Aumenti di realtà. Leggi:>
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