Oggi su alfadomenica:

  • Paolo Fabbri, Letteratura, funzioni e finzioni: Agli esami di istruzione secondaria superiore di quest’anno, più di 500.000 studenti hanno trovato, tra le tracce proposte per la prima prova di italiano (Tipologia A, analisi del testo) uno scritto sulle funzioni della letteratura. Meno attuale delle altre tracce - il voto alle donne, approfondimenti sul Pil e l’economia, l’uomo nello spazio o il valore del paesaggio. Il testo però era firmato da Umberto Eco, una scelta che ha suscitato il suono generale di un’inarticolata approvazione: Eco, la punta di diamante della cultura, il miglior maestro, che sa come parlare ai giovani e così via. L’onore non è sempre una consolazione, ma non vanno sperperate le eccitazioni. Leggi:>
  • Silvana Borutti, Il dono del traduttoreChe cos’è la traduzione per quella facoltà umana, troppo umana che è il linguaggio? La traduzione è l’esperienza vitale e produttiva che mette in relazione le differenze, è la risposta immediata. Ma la positività del tema delle differenze è di fatto oscurato dall’interpretazione vulgata di Babele: cioè Babele come confusione. Secondo l’interpretazione vulgata del racconto biblico che tutti conosciamo, Babele, il mito condiviso misteriosamente da tutte le civiltà, parla di una Ur-sprache, una lingua originaria condivisa (tutti parlavano “la stessa lingua e le stesse parole”) e a cui succede, a seguito di una colpa sventurata, la punizione e la dispersione caotica delle lingue plurali. Leggi: >
  • Semaforo: Algoritmi - Programmi - Robot  Leggi:>
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