Oggi su alfadomenica:

  • Andrea Inglese, Il saggio-mondo di Massimo Rizzante: Ci troviamo oggi in una situazione paradossale. Sul piano editoriale, il romanzo è il genere vincente, l’unico genere letterario che sembra avere una legittimità commerciale, e nello stesso tempo proprio il romanzo sembra non aver mai goduto di così scarsa considerazione. Da molti, il romanzo è considerato un «genere facile», che ha rinunciato a porre sfide particolari al lettore, e che concentra tutte le sue virtù nell’abile costruzione di un intrigo in grado di catturarne l’attenzione ondivaga, strappandolo alle mille sollecitazioni di una società dell’iper-comunicazione. In altre parole, nel momento in cui il romanzo sembra non avere seri rivali all’interno del campo letterario, esso pare ricondotto alla sua forma più riconoscibile e rassicurante; il suo prestigio non ha limiti, ma i suoi margini di manovra sono ristrettissimi e improntati a una grande prudenza sul piano delle forme e dei linguaggi, delle procedure e dei materiali. Leggi: >
  • Franco Berardi Bifo, Tronti tra il 1917 e il 1968:  Finalmente il libro più importante del nuovo marxismo italiano che passa sotto il nome di operaismo - Operai e capitale pubblicato da Einaudi esattamente cinquanta anni fa - viene tradotto e pubblicato in francese e in spagnolo, mentre manca ancora una traduzione inglese di questa opera fondamentale. E’ l’occasione per valutare l’importanza dell’innovazione metodologica implicita in quel libro e poi dispiegata nella pratica teorica dell’operaismo italiano. Ma è anche il momento di misurare la distanza di quel testo e da quel movimento teorico rispetto all’attuale realtà della lotta di classe. Leggi: >
  • Benedetta Saglietti, Immaginare la musica del futuroIn quali modi si faceva musica ieri e l'altro ieri e come ci si immaginava il futuro musicale? Come lo si fa, adesso, questo futuro? Arduo dar conto di tutte le innovazioni nella musica d'oggi, anche se ci sono delle costanti. A partire dal disco d'oro "maxi-singolo" a 12 pollici con immagini, saluti, suoni e musiche terrestri, mandato in orbita nel 1977 con la sonda Voyager 1, lo sfruttamento dello spazio cosmico a fini musicali non passa di moda. Un esempio è Le Noir de l'Étoile di Gérard Grisey (1990), un brano misterioso e bellissimo per sei percussionisti in cui il ritmo di una pulsar, una stella che emette periodicamente brevi impulsi di radioonde, interagisce con strumentisti e nastro magnetico: si ascolterà alla Chigiana, nell'ambito del festival, il 1° agosto, e poi il prossimo 12 novembre al Pirelli Hangarbicocca nell'ambito di Milano Musica, rassegna che è un riferimento sicuro per la musica contemporanea. Leggi: >
  • Semaforo: Brexit.  Il giorno in cui la Gran Bretagna diventò la Piccola Inghilterra. Leggi:>
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