22031IMG_arte_pippabaccaFrancesco Galluzzi

Si vede in apertura della mostra un abito da sposa identico a quello indossato da Pippa Bacca nella sua ultima performance – Brides on Tour / Spose in viaggio (e che avrebbe dovuto essere esposto nell’evento conclusivo, assieme a quelli davvero usati dalle artiste durante il «viaggio», per manifestare gli effetti dello scorrere del tempo sull’esperienza vissuta) – realizzata nel 2008 insieme a Silvia Moro, e divenuta tristemente celebre perché interrotta dalla brutale uccisione dell’artista milanese: a Istanbul il 31 marzo di quell’anno. Fortissima la tentazione di interpretare il percorso di Pippa Bacca proprio a partire da questa interruzione, al pari di quello di altri «poeti assassinati», considerando anche che teorici del cinema come Éjzenštejn e Pasolini (altro «poeta assassinato») hanno paragonato il montaggio alla morte: entrambi conferiscono al film, o alla vita, il suo «senso» definitivo, ne offrono una interpretazione. E Pippa Bacca ha permeato profondamente il proprio lavoro creativo della sua esperienza biografica ed esistenziale. Ma sarebbe giusto?

La mostra molto intensa alla Galleria Frittelli (curata da Rosalia Pasqualino di Marineo, e presentata in catalogo da Raffaella Perna) documenta alcuni degli episodi più significativi di questo percorso. Un percorso che pochi appigli offre a qualche forma di premonizione della morte; piuttosto se ne esce con la sensazione di aver compiuto un errabondo viaggio (in molti sensi Pippa Bacca fu una grande viaggiatrice) tra le molte facce dell’universo femminile. Sono esposti i piccoli libri d’artista della serie «Eva», e poi alcune delle serie di figure realizzate ritagliando silhouettes nella carta colorata, dedicate a figure femminili dalla forte valenza archetipica, come ancora la Eva di «Eden», le «Sirene» o la «Mater Matuta» (il lavoro di Pippa Bacca procedeva infatti in un’alternanza continua tra l’unicum della performance e la ripetizione differente delle variazioni sul tema). Vengono quindi presentate le foto che documentavano le tappe della sua ultima performance, la già ricordata Brides on Tour, durante la quale (un viaggio in autostop, vestite con abiti da sposa studiati appositamente per caricarsi di significati simbolici) le due artiste, partendo da Milano per arrivare a Gerusalemme, avrebbero dovuto attraversare (e, fino a Istanbul, in effetti attraversarono) territori segnati da guerre e conflitti come portatrici di gestualità rituali di pace legate alla sfera della femminilità: Pippa Bacca avrebbe praticato la lavanda dei piedi (gesto di memoria evangelica, ma anche legato alle usanze dell’accoglienza durante i pellegrinaggi praticate dalla confraternita di San Jacopo di Compostela, ai quali Pippa Bacca aveva partecipato) a ostetriche dei diversi paesi attraversati; mentre Silvia Moro avrebbe raccolto ricami, attività tipicamente femminile e carica di memorie, sul proprio abito da sposa.

Un libro recente di Giulia Morello, Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché! (il titolo riprende un lavoro dell’artista, che aveva fatto stampigliare quella frase su una spilla da regalare agli amici), permette di ripercorrere il percorso esistenziale e artistico della performer – che risultano alla lettura come un vero e proprio groviglio di convissuto. Molte delle sue opere trovano infatti il loro pretesto in un aneddoto, in un accadimento o anche solo in una sensazione di cui gli amici dell’artista hanno conservato memoria. La cifra distintiva della ricerca di Pippa Bacca sembra allora una sostanziale delicatezza, una sensibilità percettiva di approccio alle complesse presenze del femminile, oscillanti dalla radice mitologica alla quotidianità più semplice e corsiva, da avvertire come uno sfarfallio di luce sulla superficie del reale. Fragili rivelazioni capaci, a tratti, di gettare un barbaglio di luce sull’orizzonte della quotidianità.

Pippa Bacca. Eva e le altre

a cura di Rosalia Pasqualino di Marineo

Firenze, Frittelli Arte Contemporanea, 8-31 marzo 2016

Catalogo Carlo Cambi, 2016, 60 pp., € 15

Giulia Morello

Sono innamorata di Pippa Bacca, chiedimi perché!

Castelvecchi, 2015, 155 pp., € 14,50

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Una Risposta a Pippa Bacca, chiediamoci perché

  1. Ennio Abate scrive:

    Elezioni, astensionisti e giovani Pippe

    Mentre sotto il diluvio universale
    la casa di cartapesta della sinistra
    crollava,
    Noè, con la faccia (a scelta) di Berlusconi, Bossi, Fini
    e quella beneducata di Veltroni,
    invitava i ritardatari — Affrettatevi! —
    ad entrare nell’Arca della Falsa Libertà.

    Quelli rassegnati al Meno Peggio
    si fiondavano eccitati nell’Arca
    (di Berlusconi, Bossi, Fini, Veltroni, ecc.)
    sostenendo trattarsi di un Meno Peggio Nuovo;
    e rimbrottavano gli astensionisti
    ostili al Meno Peggio
    e non intimoriti dal Peggio
    che da tempo – dicevano – s’è insediato
    anche in mezzo al popolo.

    Pochissimi allora somigliavano alla giovane Pippa,
    che, incurante del Peggio e del Meno Peggio,
    farfalla felicemente stordita,
    si faceva persino uccidere
    pur di inseguire il Meglio.

    (15 aprile 2008)

    Pippa Bacca, uccisa in Turchia. – Roma – È stato confermato l’arresto di Murat Karatash, l’uomo che ha confessato di aver violentato e strangolato Giuseppina Pasqualino, 33 anni. Lo ha reso noto la Tv privata Ntv secondo la quale i risultati ufficiali dell’autopsia condotta tra la scorsa notte e stamani sul corpo della giovane artista milanese non saranno resi noti prima di qualche giorno. La donna è stata violentata, strangolata e poi sepolta nuda, così com’è stata ritrovata ieri in una zona disabitata nei pressi del villaggio di Tavsanli, presso Gebze, a pochi km dalla città di Kocaeli, ad un centinaio di chilometri da Istanbul. Lo riferiscono i siti on-line dei quotidiani turchi ‘Hurriyet’ e ‘Milliet’, che riportano alcuni passaggi della confessione dell’assassino.(Ansa 13.4.2008).

    (da E. A., La pòlis che non c’è, CFR 2013)

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