PARMA, ITALY - SEPTEMBER 11: Rosaria Lo Russo, feminist italian writer. September 11, 2011

foto: Edoardo Fornaciari

Cetta Petrollo

La lingua in subbuglio di Rosaria Lo Russo – raccolta d’esordio Comedia, 1998, prefata da Elio Pagliarani – attua in questo suo Nel nosocomio (che comprende l’omonima raccolta pubblicata nel 2011 presso Transeuropa) una sistemazione del caos, una disciplina degli oggetti, delle disperazioni, delle storie e dei miti contemporanei. Gli attori osano disporsi per la Danza macabra dicendo l’inconoscibile, quello che è peccato profanare (a dirla come i padri della Chiesa, da Leone IV in poi) con la descrizione, nella rappresentazione, delle singole morti così come esse appaiono nella ricerca onnipotente della conservazione corporea e della sua, antitetica, frammentazione.

La cultura che viene spietatamente sezionata è sempre quella patriarcale, travestitasi dei buoni propositi dell’accudimento degli esseri e della natura, della perfezione del corpo e dei sentimenti, del diritto al piacere, alla pace, al benessere, alla salutistica pulizia di anima e pelle. Rosaria Lo Russo ci mostra i nostri morti contemporanei mentre danzano in parole e, danzando, si danno ordine – ordinando il linguaggio. Nell’ordinamento tutto si dispiega come in una esecranda messa in scena, esposta alla vista del lettore affinché egli la deprechi con l’autrice e, deprecandola, se ne allontani in congedo dal secolo che l’ha partorita.

Cosa dunque sfila nelle pagine di Nel nosocomio, quali scheletri vediamo passare nel catalogo angoscioso del nostro, non redimibile, medioevo? L’ipocrisia di una vecchiaia protetta («sposiamo l’idea del nostro direttore: ogni giorno / che dio mette in terra facciamo almeno un’ora di / esercizi. C’è una palestra modernissima nel semi- / interrato del nostro nosocomio, fornita di tutti / gli attrezzi necessari»), della prevenzione dei malanni («ma tu aiutami, Dottor Casa, assistimi durante / la colonscopia che ho domani, ho paura, è la / terza, ti mettono un tubo lungo nel culo, mi / vien sempre da vomitare»), della guarigione della mente («Nel nosocomio il dottor Freud è di casa, abbiamo / tantissimo tempo per pensarci addosso, per ricor- / darci le angherie dei genitori nella nostra compita / infanzia»), della bellezza («le belle / nonne fresche di botulino»).

Vicino a questi simulacri «stecchiti» per disperazione, passano i simulacri della nostra vita politica e culturale, così come ce li presenta la cronaca del nuovo secolo, dalla quale Rosaria attinge a piene mani raffigurandola nella sua ingenua debolezza e nella sua sconfitta epocale. Dai figli dei fiori che pensavano di poter cambiare il mondo e dai loro ingenui eredi («Un giorno partii per girare vestita da sposa / tutta l’Europa orientale in autostop, perché ero / nipote di un celebre artista»: l’allusione è a Pippa Bacca nipote di Piero Manzoni), alla mistica della natura («Nell’acqua succedono le cose più belle della natura»), dalla vulgata dell’Oriente («una delle mie figlie, l’arancione, andava sempre in India e mi parlava del nirvana dove si è felici perché si sparisce») fino alle sembianze autoesplodenti dei combattenti islamici («insomma è molto frequente esplodere, scoppiare, andare in mille pezzi»).

C’è pietà in questa raffigurazione che mette a posto pezzi di vita pubblica e privata, una pietà linguistica che non rifugge di fronte a nessuna parola della nostra storia culturale e delle sue radici letterarie ma, nello stesso tempo, continuamente se ne libera – con quegli strattoni che solo una forte identità poetica sa fare. Come, ad esempio, in queste movenze impreviste che sgusciano fuori dagli andamenti prosastici finali della raccolta, aderendo alle ragioni di un mondo sconfitto che non si riesce a non com-patire: «Fa molto freddo qui / ma meno di quando il mio primo amore / perdendo luce dagli occhi improvvisamente mi disse / Non ti amo più».

Rosaria Lo Russo

Nel Nosocomio

Effigie, 2016, 90 pp., € 12

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!