Davide Racca è nato a Napoli nel 1979. Dopo un periodo a Berlino, vive a Venezia. Laureato in filosofia, formato in affresco e pitture murali, ha realizzato mostre in Italia e all’estero. Nel 2008 ha partecipato alla XIII Biennale of Young Artists from Europe and the Mediterranean e realizzato un libro d’artista sul lavoro poetico di Amelia Rosselli, Inorganica vicenda (prefazione di Giuliano Mesa, La Camera Verde). Ha pubblicato le raccolte di versi Oltremarescuro (Poesia Italiana, inediti in e-book, ed. Biagio Cepollaro, 2007) e Vacanza d’inverno (Di Felice Edizioni, 2013). Ha tradotto diversi poeti di lingua tedesca e curato l’antologia Johannes Bobrowski. Poesie (Di Felice Edizioni, 2013), e curato, con apparati critici e disegni, il racconto “Nella colonia penale” di Franz Kafka (Zona Contemporanea, 2015). Collabora a varie riviste e blog letterari.

 

PANE

der Herr brach das Brot,
das Brot brach den Herrn.
Paul Celan

fermo
il corpo del pane
si deforma

emerge una nuca,
nuda trapela dal fondo
senza fondo
della pietra

e il bolo dell’idea
resta muto

vero pane poi
il nero
lievitato
immobile

al centro
lo squarcio della fame
lavorato ad arte

questo nutrire
il prima e il dopo
del fenomeno, questo
non mio e non tuo
che cresce informe

(anche per lui pesa
il tempo, la farina sottostante
che crepa il primo gesto)

poi il resto accorda aria al buio e
al proprio fuoco ciò che è abraso
ed arso continuamente
ritorna

ora il principio pare finire:
la parabola del solco unisce
memoria e oblio. ora
la ferita inferta
è nel respiro del forno,
di tutti i forni
edificati intorno
a figure umane

vero pane poi
il nero e il bianco
indivisi
al centro
nel punto di sutura
domandano per noi
l’odore della fame
la fame del dolore

e non rispondono

 

Il pane cui si fa riferimento in questa poesia è uno dei tanti reperti di “pane carbonizzato” risalenti all’epoca dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e ritrovati a Pompei, Ercolano e nelle aree archeologiche limitrofe.

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2 Risposte a Una poesia / 15 Davide Racca

  1. francesco giusti scrive:

    versi quel tanto spigolosi da esserne ritratto, di lui, Davide… Nella penombra dell’andito, la poesia che scrive lo specchio in cui si raccoglie e si sente a casa o uno di quei disegnini che traccia, a scatti immagino, su foglietti, quadernetti, pensieri – a volte ini ini, oni oni – anch’essi spigolosetti, immagine di un mondo sempre all’orlo di… ma…

  2. amina narimi scrive:

    mi è piaciuta molto, complimenti

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