Ideazione e regia: Franco Brambilla

Testi da: Tristan Tzara e Pablo Picasso

Con : Fabio Brusadin, Barbara Nicoli, Sivia Scotti, Sandhya Nagaraja

Produzione : Fondazione Mudima Milano e Statale9teatro

Video : Irene Di Maggio, Raffaele Tamburri

Sono ormai trascorsi cento anni dal Dadaismo e ancora ritroviamo tracce e riferimenti più o meno espliciti in tutta l’arte contemporanea, come se quel movimento incarnasse lo spirito di un intero secolo. Lo spettacolo Da Dada a Dada è ispirato ai testi teatrali “Il cuore a gas” (1921) di Tristan Tzara, uno dei più significativi dell'esperienza dadaista; e “Il desiderio preso per la coda” di Pablo Picasso scritto durante gli anni dell'occupazione nazista di Parigi e per finire "Assemblaggi" un azione di danza dedicata all'opera di Daniel Spoerri. Opere e autori che ancora oggi sono sinonimi di messa in discussione del conformismo, dei luoghi comuni e delle certezze, del tentativo di creare un pensiero critico sulla contemporaneità.

La nostra messa in scena vuole sottolineare da un lato la carica eversiva e il senso di grande libertà creativa del Dadaismo, dall’altro il confronto con un linguaggio fuori da schemi e convenzioni. Lo spettacolo tuttavia non vuole essere una ricostruzione storica, bensì una corda tesa che dal Dadaismo, attraverso il Surrealismo, ci conduce fino ai giorni nostri.

L'occasione del centenario del movimento Dadaista, la preziosa collaborazione della Fondazione Mudima e di Daniel Spoerri, hanno dato l'avvio a questo progetto che individua proprio nell'artista Svizzero un punto di riferimento importante del percorso di lavoro. La nomina di Franco Brambilla come Ministro Atlantico di Patafisica con l’Etoile d’Or de Patafisique nel 2001 è una garanzia…!

 

Lo Spettacolo

Prima parte

Il cuore a gas”

di Tristan Tzara

Prologo: imballaggio imballaggio! (Manifesto degli imballaggi di Tadeusz Kantor)

Primo movimento: le mummie dell’avanguardia

Secondo movimento: il ritorno del Dadaismo

Terzo movimento: spazio, corpo, azione

Le scatole ritornano in cantina

Il cuore a gas” (1921) è il testo più significativo dell’esperienza Dada. Di questo testo hanno scritto che ha "un dialogo senza alcun riferimento con la realtà, totalmente gratuito, basato su ripetizioni esasperate della stessa frase, che sarà poi quello di Ionesco e del Teatro dell'Assurdo". I personaggi sono ridotti a un corpo, e più precisamente a un corpo mummificato, dove gesti e azioni si combinano anche casualmente, dando vita di volta in volta a combinazioni di senso, agendo come in un vero e proprio collage di segni, immagini, azioni e movimenti. I personaggi: Occhio, Bocca, Orecchio, Naso, Sopracciglio, Collo, vivono in un involucro, e sono essi stessi involucri, imballaggi che nascondono la loro identità, dando origine ad un nuovo significato, diverso da quello originario. Il loro dialogo è sospeso, così come le loro azioni ridotte a frammenti di gestualità. Vivono senza tempo creando immagini e azioni apparentemente casuali.

Seconda parte

Il desiderio preso per la coda”

di Pablo Picasso

Prima scena: l’attesa del cibo - prepariamo la tavola - la danza tribale

Seconda scena: l’albergo delle sporcizie

Terza scena: la danza macabra

Picasso scrisse “Il desiderio preso per la coda” in soli quattro giorni, dal 14 al 17 gennaio 1941, durante l’occupazione nazista a Parigi; i personaggi sono le cose che ci circondano nella vita quotidiana: Piede grosso, La Cipolla, La Torta, Le Tende, Il Silenzio, L’Angoscia Grassa, e raccontano quanto tutto possa trasformarsi a causa dell’assurdità della guerra. E’ il testo stesso a suggerire l’indicazione con una battuta alla fine della pièce: “Lanciamo con tutte le nostre forze i voli delle colombe contro le pallottole e chiudiamo a doppia mandata le case demolite dalle bombe”.

Il desiderio preso per la coda” è strutturato in una sequenza di scene senza intreccio, i personaggi vivono in uno spazio ambiguo e mai definito: mangiano, dormono, si lavano in una vasca-cassa da morto, si accoppiano, danzano; e naturalmente dialogano. Anche se solo di tanto in tanto, si può dire che il loro sia un dialogo. I personaggi vivono, attendendo e subendo gli eventi che irrompono dall’esterno. Non hanno un volto ma una nuova pelle, una maschera che esaspera la dimensione onirica e surreale, i loro gesti sono organizzati in un flusso di movimenti e di azioni, tutti legati al tema centrale del desiderio di cibo e della fame.

Terza parte

Assemblaggi

Azione scenica sull’opera di Daniel Spoerri

Musiche di Scott Johnson

Gli elementi che costituiscono quest’azione di danza sono ispirati all’opera di Daniel Spoerri e alla vita quotidiana, si organizzano in un cocktail di materiali degradati, suoni, azioni, situazioni di una banale convenzionalità, che imprimono all’azione scenica una carica di sbeffeggiamento, di rivolta e di frustrazione. Attraverso la danza, la coreografia esaspera la dimensione del collage, del frammento e della combinatorietà dei segni, dei movimenti e dei gesti, in un gioco anarchico e inafferrabile, fuori da schemi e classificazioni. La coreografia scompone e ricompone situazioni, ambienti astratti, immagini, evidenziando così il carattere illusorio della creazione artistica. Le immagini e le azioni create dalla danza rimandano all’artificiosità della vita: scandiscono una narrazione illusoria, ci riportano di continuo a nuove immagini, come in un gioco di specchi senza nessuna pretesa di organizzarle o catalogarle in un sistema, ma con la sola volontà di trovare delle connessioni, dei frammenti di senso che scaturiscono dal racconto. La coreografia si configura come una partitura di frammenti di suoni e immagini che rompono incessantemente le azioni, scomponendole e ricomponendole di volta in volta in nuove combinazioni di senso. La musica creata da Scott Johnson esaspera il carattere combinatorio, attraverso il collage e il montaggio di materiali sonori convenzionali e degradati, creando un affresco di situazioni e di paesaggi sonori irridenti e provocatori.

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Una Risposta a Da Dada a Dada

  1. Lechi scrive:

    Magnifico spettacolo che peraaltro ho visto di persona

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