Laura Di Corcia , nata a Mendrisio nel 1982, ha conseguito la laurea specialistica in Lettere Moderne, con una tesi sulla poesia italiana del Novecento, occupandosi di Giovanni Raboni, Guido Gozzano, Umberto Saba, Giorgio Caproni e Patrizia Valduga. Terminati gli studi nel 2007, ha iniziato a frequentare il mondo del giornalismo. Dopo un paio di esperienze all'estero (a Berlino e a Los Angeles) è ritornata nella Svizzera italiana dove collabora con diverse testate, occupandosi soprattutto di teatro, cultura e servizi di approfondimento. Oltre ad aver partecipato a diversi Festival, tra i quali Europa in versi e Topolò, ha curato la biografia di Giancarlo Majorino, uscita per la casa editrice “La vita felice”. Di recente ha pubblicato il suo primo libro in versi, Epica dello spreco, presso la casa editrice Dot.com Press. I suoi testi appaiono anche nelle antologie Più non sai dove il lago finisca (stampa 2009) e Fil rouge (edizioni CFR).

Non è niente semplice
questa tana di lombrichi
questo residuo barbaro
in mezzo all'argento delle lame.

Non si può rispondere
al vetro con il sangue
non agli angoli con le slabbrature.

(Il problema è che sotto sotto
al silenzio è accostato il caos
che tutto è fratturato nel mezzo
e vuole unirsi, ed è respinto).

Cammino lungo un fiume
e non capisco gli opposti
non mi tornano le nuvole
con il trito dei marciapiedi.

C'è qualcosa di sbriciolato
in questo mondo, in questo dio
ubriaco di foglie e bicchieri
e cani e topi.

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