Venturi su Pollock - Conte sul terrorismo - Sirente poesia - Semaforo di Carbone

Jackson Pollock, caos + controllo = energia

Riccardo Venturi

1936. In un loft di New York si tiene una festa d’addio in onore del muralista messicano Siqueiros, in procinto di unirsi ai repubblicani in Spagna. Molti gli artisti presenti, tra cui Jackson Pollock che, nella primavera dello stesso anno, aveva frequentato il laboratorio di Siqueiros a Union Square, sperimentando nuove tecniche artistiche come l’«accidente controllato» e materiali inediti per la pittura murale come le lacche, gli smalti industriali e i siliconi. Tentativi di abbandonare quel «bastone con i peli in testa», come Siqueiros chiamava il pennello, e di cui Pollock farà tesoro in futuro per i suoi dipinti. Ma al momento del brindisi gli astanti si accorgono che mancano all’appello due persone: Pollock e il festeggiato. Furono ritrovati sotto un tavolo mentre, in preda a un attacco di collera, cercavano di strangolarsi.

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Asimmetrie del terrore

Massimo Conte

Riferendosi a Ponte delle spie, il suo ultimo film, dice Steven Spielberg che una volta si sapeva benissimo dove stavano i nemici e dove «noi». «È vero, avevamo paura, ma col tempo ci rendemmo conto che il nemico aveva un volto, era riconoscibile… Oggi, non sappiamo più chi siano, che volto abbiano, che cosa vogliano… La confusione, l’incertezza, l’ignoto spaventano più dell’arsenale sovietico negli anni Sessanta».

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Una poesia / 2 Ada Sirente

LA ROSA E LA CASA
(PER HILDE DOMIN)

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Semaforo

Maria Teresa Carbone

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