Ada Sirente (Roma, 1978) è abruzzese e vive nei dintorni di Roma, in campagna. Ha esordito nel 2013 con Collevero, piccolo libro in prosa poetica edito dalla Di Felice Edizioni, con postfazione di Mariano Bàino. Suoi testi in versi sono stati pubblicati su “Smerilliana-15”, rivista diretta da Enrico D'Angelo. Il suo racconto La stella di Barnard è stato tradotto da Philippe Di Meo e pubblicato in Francia sulla rivista “Espace(s)” numero 10, progetto letterario nato in seno allo CNES (Centre Nationale d'études Spatiales). Con il testo Sei Aprile è inserita nel Calendario Utopico 2015 (Sartoria Utopia, Milano), da cui è stato tratto il brano musicale omonimo del cantautore Umberto Maria Giardini (Protestantesima, 2015, La Tempesta).

 

LA ROSA E LA CASA
(PER HILDE DOMIN)

Lo sai che non esiste soltanto la casa
ma loro l'hanno ancorata ai tuoi piedi

capisci dopo che ti hanno soltanto potata

quando svanisce la rosa
è svanita oppure è esistita
soltanto eppure sul bordo
del naso un rimasuglio
d'odori ogni tanto ti dice

che ti hanno soltanto potata

anche quando la rosa è bruciata
nei forni anche quando alla storia
hanno sbarrato la strada dei giorni

capisci che gli uomini biondi
ti hanno soltanto potata

se ogni volta che viene potata
la rosa è più rosa – sei cosa? – sei
tu – quella rosa la casa – o la strada

Tagged with →  
Share →

3 Risposte a Una poesia / 2 Ada Sirente

  1. Cristobal scrive:

    Molto, molto bella. Avverto involontari, lontani echi (la poesia è fatta così) di L’amore che d’è di Eduardo (cosa, la rosa e la sua mancanza, odori…).

  2. francesco giusti scrive:

    cara Ada, era ieri che parlavamo di p o e sia, insomma delle diverse possibilità che abbiamo di accedere a essa con il cinese che ci voleva far alzare al caffè veneziano di campo S.Cassian sul canale traboccante di sole – troppo per un maggio così aspro – (Tommaso lui stesso poesia), e ora tu lì nelle tue parole casa rosa strada e io qui a leggerle casa rosa strada…

  3. francesco giusti scrive:

    cara Ada, era ieri che parlavamo di p o e sia, insomma delle diverse possibilità che abbiamo di accedere a essa con il cinese che ci voleva far alzare al caffè veneziano di campo S.Cassian sul canale traboccante di sole – troppo per un maggio così aspro – (Tommaso lui stesso poesia), e ora tu lì nelle tue parole casa rosa strada e io qui a leggerle casa…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!