824493887_il-sonno-della-ragione-genera-mostri2c20francisco20goyaGiorgio Mascitelli

Una delle reazioni, in fondo tra le più prevedibili, agli attentati di Parigi è stato il diffondersi prima nell’apparato mediatico ufficiale e di conseguenza sui social network di messaggi inneggianti a Oriana Fallaci e alla sua franca anche se politicamente scorretta chiaroveggenza in materia di Islam, che sarebbe oggi colpevolmente dimenticata. “Scusaci Oriana, avevi ragione” è il titolo di un intervento di Pierluigi Battista sul Corriere della sera del 16 novembre e in effetti corrisponde a un hashtag che mi è capitato di vedere alquanto spesso in rete in questi giorni. Del resto uno degli ingredienti del successo dei libri dell’illustre giornalista fiorentina è stata proprio la presentazione delle sue opere come prodotti di una mentalità controcorrente e invisa alle élite, insomma come ci ricorda Tzvetan Todorov ne La paura dei barbari molti lettori pensano che “la Fallaci abbia avuto il merito di proclamare ad alta voce ciò che ciascuno pensa tra sé, ma non osa dire, per paura di attirarsi i fulmini del politically correct ( anche se si tratta di un’idea sbagliata: libri come quello della Fallaci e di altri islamofobi sono regolarmente presenti nelle classifiche dei bastseller)”.

Ciononostante vale la pena di riflettere sul richiamo alle scuse che saremmo tenuti a darle: questo invito presuppone che Oriana Fallaci sarebbe stata perseguitata per le sue idee impopolari ma veritiere o perlomeno pervicacemente ignorata. In tal caso la sua vicenda avrebbe qualcosa in comune, nella prima ipotesi, con quella di Gesù Cristo o nella seconda con quella di Cassandra.

Il che è un elemento platealmente falso perché le idee e i valori di Oriana Fallaci lungi dall’essere state perseguitati o trascurati sono stati ampiamente sostenuti dal potere mediatico in quanto strettamente funzionali agli interessi delle élite politiche occidentali negli anni successivi all’attacco alle Torri Gemelle. Se le sue idee hanno goduto di discredito è stato presso gruppi minoritari di dissidenti ben distanti dalla stanza dei bottoni. Quanto alla sua persona credo che non le siano mancati gli onori che il nostro tempo tributa alle sue celebrità, ivi compresi quelli postumi.

Le prove più evidenti di questo fatto sono da un lato la sua notorietà mediatica, che nel suo campo non ha pari in Italia e anche all’estero ha pochi rivali, e dall’altro l’influenza sull’opinione pubblica dei suoi discorsi che hanno contribuito a creare quell’immaginario collettivo, che a sua volta ha reso possibile l’accettazione incondizionata della guerra permanente al terrorismo e della guerra, permanente a dispetto desideri dei suoi promotori, in Iraq, tra i cui frutti sono da annoverare anche i lutti di questi giorni.

Di questo messaggio variamente ripreso l’aspetto più importante sta proprio nell’appello perentorio a scusarsi con Oriana Fallaci e non nel fatto che lei abbia avuto ragione. Infatti se un sostenitore della tesi dello scontro tra civiltà si limitasse ad affermare che gli attentati di Parigi dimostrano la validità delle tesi sostenute dall’autrice lo statuto del suo discorso sarebbe quello di un’argomentazione passibile di essere discussa o criticata, al contrario richiamarsi al dovere delle scuse nei confronti della giornalista scomparsa significa richiamarsi a una colpa da espiare o, quanto meno, a una mancanza da riparare, senza il risarcimento della quale si versa in una perenne condizione di debito e inferiorità morali nei confronti di chi per salvarci si è esposto con coraggio al ludibrio dei potenti intellettuali di sinistra. Naturalmente in questa prospettiva le parole di chi è stato offeso assumono un valore di verità testimoniata con la propria vita e non sono discutibili come normali opinioni politiche e culturali.

Allora qui non sarà difficile riconoscere, soprattutto per orecchie abituate a questo tipo di suoni, i rumori di funzionamento dell’antica macchina mitologica. Per riprendere a funzionare in Europa questa macchina non ha certo atteso gli attentati di Parigi, come è attestato dal fatto che sulla questione dei profughi siriani un piccolo paese periferico e abbastanza isolato come l’Ungheria è riuscito a dettare la linea politica a tutta l’Unione imponendo perfino ad Angela Merkel la propria visione o meglio il proprio immaginario politico, cosicché tutti i confini interni d’Europa si vanno riempiendo di muri, steccati e fili spinati a dispetto della loro assurdità pratica e a dispetto, soprattutto, delle rassicuranti dichiarazioni liberali di coloro che rappresentano la finanza dal volto umano.

Così non resta che constatare che il sonno della ragione produce sempre mostri con l’aggravante, rispetto ai tempi di Goya, che questi stessi mostri sono scambiati per l’espressione di una razionalità globale senza la minima consapevolezza delle forze del mito che si agitano dentro di essi.

____________________________________________________________________________________________________________

 

A cura di Nanni Balestrini, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Nicolas Martino

E’ ARRIVATO L’ALMANACCO ALFABETA2

336 pagine illustrate a colori

OFFERTA ESCLUSIVA: SCONTO DEL 30% (16,10 INVECE DI € 23)

PER GLI ABBONATI ALLA NEWSLETTER DI ALFABETA2

PER USUFRUIRE DELLO SCONTO VAI SU www.deriveapprodi.org
inserisci il titolo nel carrello, poi, quando ti verrà chiesto di compilare i dati per la spedizione, inserisci il codice Alfabeta2 nell'ultimo campo, denominato "discount code". Lo sconto del 30% verrà applicato automaticamente.

Parola misteriosa, almanacco. Venuta a noi dagli arabi di Spagna, ma dalle origini oscure: le tavole astronomiche, che davano il modo di determinare il giorno della settimana o la posizione media del sole, avevano forse le loro radici in una vocabolo antico, manakb, il luogo ove si fanno inginocchiare i cammelli d’una carovana per il carico e lo scarico o il riposo. E questa idea di sosta, una sosta tranquilla nel corso di un lungo movimento, ci piace, perché in qualche modo abbraccia i due aspetti del libro che avete in mano: da un lato una riflessione sull’anno che è appena trascorso, attraverso una serie di cronache selezionate tra le moltissime proposte da alfa+, il quotidiano diario di Alfabeta2 online; dall’altro, il desiderio di affrontare quello che è, al di là delle immediate contingenze, uno dei nodi più intricati della vita umana sempre, di quella attuale in particolare: il nostro rapporto con il tempo che, in questa nostra epoca globalizzata, si sta trasformando e ci sta trasformando. Non abbiamo la presunzione di proporre risposte, ma di avere lanciato interrogativi per l’anno, gli anni a venire, questo sì.

POST-FUTURO

Testi di Franco Berardi Bifo, Sergio Bologna, Aldo Bonomi, Maria Teresa Carbone, Andrea Cortellessa, Lelio Demichelis, Nunzio d’Eramo, Andrea Fumagalli, Andrea Inglese, Nicolas Martino, Cristina Morini, Luisa Muraro, Letizia Paolozzi, Fabrizio Tonello, G.B.Zorzoli.

Share →

Una Risposta a Il mito e gli attentati (le scuse a Oriana)

  1. Gennaro Di Bisceglie scrive:

    Condivisibile in toto ! Le polemiche di questi giorni, culminate con l’ormai famigerato titolo di “Libero”( di dire stupidaggini e fomentare l’odio strumentalizzando il dolore e la solidarietà), sono pari alle reazioni che in simili circostanze hanno i ragazzini. Mi auguro che si cominci a ragionare, senza, ovviamente, trascurare o sottovalutare alcunché. Si noterà che la radice sta nella cultura “western” in età capitalistico – finanziaria, che, intanto ci fanno “affari”. Da un alto si vuole imporre a tutti(?),- no, a tutti quelli che vogliono evitare il duello da pistolero e cercano di far capire che non esistono soltanto gli interessi delle multinazionali,- il proprio modello di democrazia, dall’altro ci nascondono che i terroristi sono stati armati dall’occidente, in particolare proprio dai “pistoleri” , a protezione dei loro interessi portatori di morte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!