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Diritti

Un macaco che si è scattato dei selfie ormai famosi dovrebbe essere dichiarato proprietario del copyright delle foto, invece del fotografo naturalista che ha posizionato la fotocamera: è quanto sostengono gli animalisti che per questo hanno avviato una causa legale. La causa è stata presentata martedì al tribunale federale di San Francisco dall'associazione Peta (People for the Ethical Treatment of Animals). Secondo gli animalisti il tribunale dovrebbe emettere un'ordinanza che consenta al PETA di amministrare tutti i proventi derivanti dalle foto a beneficio della scimmia, un esemplare seienne di nome Naruto, e di altri macachi crestati che vivono in una riserva sull'isola indonesiana di Sulawesi.

David Crary, PETA sues to give monkey the copyright of selfie photos, AP, 22 settembre 2015

Osservazioni

Otto bicchieri di acqua al giorno: si tratta della misura che da anni si è impressa nel nostro cervello come la quantità ideale di liquido da bere quotidianamente. E sebbene gli esperti si siano sgolati per dire che la misura non è precisa, molti credono ancora che "8 × 8" sia la formula magica. In realtà, “quanta acqua si deve bere ogni giorno dipende dalla persona”, afferma Robert A. Huggins dell'Università del Connecticut (…) Semplicemente ascoltare la vostra sete è il modo migliore per valutare quando bere. Un altro modo per monitorare l'idratazione è guardare la vostra pipì prima di tirare la catena dello sciacquone. Deve sembrare limonata. Se è più scura, è il momento di bere un bicchiere.

Julie Mazziotta, The Amount of Water You Actually Need Per Day, Time, 25 settembre 2015

Potenzialità

Con tutti i nuovi dati che, nel bene e nel male, sono a disposizione delle corporations, i nostri vecchi testi pubblicati su siti come GeoCities e DeadJournal potrebbero apparire inutili ai cacciatori di profitto. Ma in un'economia che vede i dati come un valore in sé, qualsiasi quantità di incidenti o di apporti creativi potrebbe infondere valore commerciale in un archivio. “Queste imprese non hanno necessariamente un modo immediato per trasformare i dati in profitto, ma li raccolgono perché li vedono come potenzialmente utili, anche se non sanno ancora come”, dice Jacob Silverman , osservatore critico della sorveglianza digitale e autore del recente Terms of Service: Social Media and the Price of Constant Connection (2015).

Alana Massey, Broken Links, Aeon, 24 settembre 2015

 

a cura di Maria Teresa Carbone  @mtcarbone

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