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MARCELO CIDADE (1979, São Paulo, dove attualmente vive e lavora)
Tempo suspenso de um estado provisório, 2011, Courtesy Galeria Vermelho

Ginevra Bria

L’intervento scultoreo assembla una lastra di vetro, di 160x100cm dello spessore di 20 mm ricoperta in superficie da PVB (polyvinyl) e EVA (etilvinilacetato) con un’applicazione di contenimento spray per quanto riguarda i frammenti di proiettile, sparati da una 38 mm, e una base di legno e cemento di 38x38x38 cm. Tempo sospeso di uno stato provvisorio reintroduce, rievoca e riformula il leggendario sistema espositivo disegnato da Lina Bo Bardi con la sola eccezione dell’inserimento del pannello di vetro; che offre un supporto trasparente rispetto all’originale. Supporto concepito per allestire i dipinti lontano dalle pareti, diventando qui, invece, una superficie di sospensione, di bloccaggio per diversi colpi di pallottola. Proiettili disposti, nell’intera serie di dieci lavori che compone Tempo suspenso de um estado provisório, come la numerazione puntuale sulle tessere del gioco del domino. Il gruppo di lavori di Cidade, presentato per la prima volta lungo un intero piano nella sede modernista del padiglione espositivo del Parco Ibirapuera, si trasformò in una sorta di attacco visuale alla storia, differita, sostenuta, fermata e forse protetta dal tempo.

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