Katharina_Grosse-570

Katharina Grosse, Untitled Trumpet, acrilico a parete, pavimento e oggetti vari, 660x2100x1300 cm 56° Biennale di Venezia, All the World’s Futures
Corderie dell’Arsenale, 56° Biennale di Venezia, 2015

Martina Cavallarin

All’interno della lunga e complessa teoria di spazi delle Corderie dell’Arsenale di Venezia, ideate e allestite dal curatore della 56° Biennale di Venezia Okwui Enwezor, l’immersione nell’opera di Katharina Grosse è un’esperienza totale, un panismo che è fusione di colori e sensazioni tra tessuti e pigmenti. Per creare questa bulimica installazione Grosse ha impiegato la sua tecnica immersiva agendo su tutte le strutture dello spazio veneziano come una pittrice militante, tuta ignifuga da lavoro e mascherina per incidere traiettorie brandendo una pistola a spruzzo industriale. Consistenza e colore, acrilico e trame di stoffa, detriti di alluminio e schegge, particelle di oggetti si sparpagliano in un caos controllato. Aristotele nel VI libro dell’“Ethica nichomachea” scrive che “L’Arte ama il caso e il caso ama l’Arte”; l'esperienza nella quale ci trasporta Katharina Grosse si matura con una coincidenza che non è mai caso perché “un coup de dés jamais n'abolira le hasard”, come ci insegna Stéphane Mallarmé.

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