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Shadi Ghadirian, Miss Butterfly #9, 2011, 100x150 cm, stampa digitale. Silk Road Art Gallery

T. Migliore

In Miss Butterfly #9 (2011, 100x150 cm), foto di una serie in bianco e nero di Shadi Ghadirian ispirata a un’antica favola iraniana, si vede un salotto in stile Impero. Lo scatto controluce ha cancellato il mondo esterno. Le superfici chiare e vuote del pavimento e delle finestre risaltano contro i volumi scuri e pieni del mobilio. Emerge, neutro, né vuoto né pieno, il disegno dell’enorme ragnatela ai vetri delle finestre. È il fuoco prospettico della scena, che insieme fissa il punto di vista dello spettatore, centrale. Il taglio dell’immagine, con il tappeto che finisce al di qua, ne ravvicina corpo e sguardo. In rima eidetica con la parete della stanza ma sottile, anche la ragnatela ha un punto di fuga, privo però di possibilità di sfondamento. Lo blocca il suo alter ego, la struttura muraria. Di spalle, mimetizzata fra i bronzi ma a dimensioni umane, c’è una donna che tesse la tela all’uncinetto. Il flash l’ha reso immobile. Le statuette ne scandiscono i gesti traducendo le fasi della favola: a sinistra la lotta della Dea Necessità, con il martello e i chiodi, specularmente opposta al servizievole ricamo; in mezzo la reclusione, nella figuretta in asse con la rete, a destra la ricerca delle vie verso il sole. Il dilemma fotografico della donna musulmana, tra lavoro per gli altri e fabbricazione del sé, nell’anno delle proteste in Iran, manca del lieto fine.

Miss Butterfly vuole incontrare il sole, ma cercando una via per raggiungere la luce finisce nella tela di un ragno. Il ragno, mosso da compassione dopo aver visto tutta la grazia e la delicatezza di Miss Butterfly, decide di fare un patto con lei. Deve portargli uno degli insetti della scura cantina e imprigionarlo nella sua tela. In cambio, il ragno la condurrà verso la via della luce. Ma dopo aver ascoltato le storie degli insetti, Miss Butterfly provò pietà per loro e ritornò dal ragno a mani vuote e con le ali ferite, e si fece lei stessa prigioniera della tela, pronta a diventare il suo cibo. Saputa la verità, il ragno decise di liberare Miss Butterfly e di mostrarle la via verso il sole. Miss Butterfly chiamò allora tutti gli altri insetti della cantina, per condividere con loro la sua libertà, ma questi non risposero. Allora, frustrata per la loro reazione, aprì le ampie ali ferite e volò verso il sole.

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