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Alejandro Jodorowsky La danza della Realtà Film 2013

Manuela Gandini

L’uomo indossa una maschera e avanza dalla “Casa Ukrania”. Per la strada qualcuno è mascherato, altri no, altri ancora sono nani o prostitute esageratamente truccate. C’è anche un esercito di militari amputati che rotolano e saltellano e c’è l’avanzata dei lebbrosi vestiti di nero. La città è Tocopilla, Cile. La storia autobiografica (tratta dall’omonimo libro - Feltrinelli) è quella di Alejandro Jodorowsky bambino. Nel fervore politico contro la dittatura cilena, Jaime, il padre di Alejandro è un militante comunista violento che obbliga il figlio a inaudite prove di sofferenza, come fargli estrarre un dente senza anestesia “perché un uomo deve essere forte”. Buttando la radio nel water, davanti al bambino urla: “Dio non esiste, morirai, ti ridurrai in polvere e niente di più”. In questo clima surreale, Sara, la madre, parla cantando l’opera per l’intera durata del film. Tutto avviene attorno al negozio, Casa Ukrania, gestito dai genitori. Un giorno Jaime parte per uccidere il dittatore Ibanez, cosa che nella realtà minacciava quotidianamente di fare ma che non fece mai. E mentre tenta di sparargli rimane con le dita delle mani rattrappite perchè di fronte al dittatore percepisce se stesso e la propria violenza. Dopo una crisi d’identità e una rinascita spirituale torna a casa. Jodorowsky realizza nel film il sogno dei genitori: fa cantare la madre che avrebbe voluto essere un tenore e fa compiere al padre un tentativo di attentato. La Danza della Realtà non è solamente un film – ha dichiarato l’autore - ma anche una forma di guarigione familiare, poiché tre dei miei figli ci recitano dentro. Torno alla sorgente della mia infanzia, nel luogo stesso dove sono cresciuto, per reinventarmi. È una ricostruzione che parte dalla realtà ma mi permette di cambiare il passato”.

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Una Risposta a Alejandro Jodorowsky

  1. Enya scrive:

    Esatto! infatti é un film che guardo piú volte come fanno i bambini, credo comunichi con la nostra parte ferita, con la memoria dell’infanzia.
    Per un bimbo dallo sguardo ancora cristallino le delusioni e l’impossibilità di intervenire nella realtà, per esempio davanti a un litigio dei genitori, sono fattori che macchiano con grande tristezza l’emozione di gioia spontanea tipica dell’infanzia.Alejandro, con questo film psicomagico abbracciando se stesso bambino , abbraccia e consola il bambino o bambina dell’osservatore…un atto rituale di guarigione collettiva.Grazie quindi di questo articolo!

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