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Michelangelo Consani Un silenzio assordante, 2015, Prometeo Gallery, Milano

Manuela Gandini

E’ il “Target” di un tardo Jasper Johns o il centro di un problema assoluto e tacitato? Il monocromo sembra composto da pennellate allineate le une alle altre. Ma il colore nero del cerchio è dato dalle alghe Nori provenienti da Fukushima. Nel silenzio assordante che ovatta tutta l’area contaminata dalla fusione dei quattro reattori nucleari, l’ambiente e gli uomini restano in balia di un destino invisibile e silenziosamente mortifero. L’ultimo ciclo di lavori di Michelangelo Consani inizia con un video di maiali che mangiano dal terreno contaminato ed è interamente incentrato sul nucleare e l’atomica. Il Giappone, con Hiroshima, - che commemora oggi il settantesimo anniversario dello sgancio della bomba - Nagasaki e Fukushima è al centro del tirassegno. L’artista mette in relazione al nucleare il linguaggio dei cartoon americani usati durante la Guerra Fredda come propaganda, il bikini delle pin up e il rapporto di forza tra King Kong e Mozilla. Individua il processo pop statunitense di depotenziamento e accettazione della bomba che procurò duecentomila morti, sciolse gli esseri viventi e fuse insieme oggetti e corpi, catturando le ombre dei morenti rimaste impresse sui muri.

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Una Risposta a Michelangelo Consani

  1. giuseppe scrive:

    Mi mancava il rapporto di forza tra king kong e Mozzilla
    🙂

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