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William E. Jones, Psychic Driving 2014, Courtesy Galleria Raffaella Cortese, Milano

Manuela Gandini

Usa, anni Cinquanta, Guerra Fredda. La Cia finanzia progetti di sperimentazioni psichedeliche segrete su soggetti inconsapevoli. Si tratta del caso denominato MKUltra, per il “perfezionamento del controllo della mente”, praticato in varie cliniche psichiatriche americane. Van Orlikon, una donna coi capelli corti bianchi, robusta, occhi spenti e rassegnati, ha denunciato pubblicamente il governo in una trasmissione televisiva nel 1979, dopo essere stata rinchiusa nell’ospedale di Montreal e sottoposta come cavia a trattamenti inumani. La vediamo emergere a tratti dalle righe colorate del video di William E. Jones, Psychic Driving (14 min), recuperato dagli archivi nazionali statunitensi e manipolato visivamente dall’artista. Lsd, elettroshock, somministrazione di psicofarmaci, cura del sonno, erano i metodi utilizzati sui pazienti per destrutturare la loro personalità e ricrearne un’altra. Il video è a sua volta un’allucinazione narrata, un incubo pieno di colori, onde psichedeliche, bande colorate, pattern, persone deformi perse nel nulla psicotico di una clinica di lusso.

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