Maria Teresa Carbone

Conoscenza
La collettività umana ha oggi un bagaglio di conoscenze molto maggiore rispetto ai gruppi più antichi della nostra specie. Ma a livello individuale i cacciatori-raccoglitori sono state le persone più sapienti e capaci della nostra storia. Ci sono alcune prove che dimostrano come in effetti il cervello medio del Sapiens sia diminuito rispetto a quell'epoca. Allora la sopravvivenza richiedeva da ogni individuo capacità mentali eccezionali. Con l'avvento dell'agricoltura e dell'industria, le persone hanno cominciato a contare sulle competenze altrui per sopravvivere e si sono aperte nuove “nicchie per imbecilli”.
Yuval Noah Harari, Sapiens: A Brief History of Humankind, HarperCollins 2015.

Invecchiamento
Rinunciare a una gratificazione immediata in attesa di obiettivi a lungo termine è un comportamento virtuoso, mi dicono. E chi la pensa cosi può avere ragione. Gli psicologi la chiamano autoregolamentazione o autocontrollo. E insieme alla capacità di applicazione, è un tratto (o un meccanismo di adattamento) grazie al quale si può ragionevolmente predire il futuro di un giovane. Le persone che hanno minore autocontrollo hanno maggiori probabilità di andare a finire dove le sospinge il mondo. Anche nelle circostanze più avverse, invece, gli individui dotati di autocontrollo e resilienza sono statisticamente più inclini a superare gli ostacoli (povertà, cattive scuole, ambiente degradato) e a conseguire successi accademici e professionali. Se non fosse che, anche quando questo accade, questi giovani sembrano invecchiare rapidamente lungo il percorso. Vale a dire che le loro cellule invecchiano visibilmente prima del tempo (sulla base della metilazione del Dna), oltre ad altri effetti indesiderabili sul loro corpo: è questo il risultato di una ricerca pubblicata questa settimana dalla Northwestern University e dalla University of Georgia.
James Hamblin, When Upward Mobility Becomes a Health Hazard, The Atlantic, 16 luglio 2015.

Talento
Il tintinnio di molte voci riempie la minuscola stanza: sei giovani arabi chiacchierano e scherzano pigiati, a mo' di sardine, su un eterogeneo assortimento di sedie. Michael Strucken aveva in effetti invitato uno solo di loro nel suo ufficio al dodicesimo piano del collocamento di Colonia, in Germania, ma dice che con il tempo ha imparato qualcosa: “Un rifugiato in cerca di asilo molto di rado viene da solo”. Fratelli, interpreti, amici stretti, amici stretti degli amici stretti si accalcano intorno all'unico invitato. Tutti questi uomini non vedono l'ora di trovare un impiego, ma più delle loro prospettive è interessante il lavoro dell'uomo che sono venuti a trovare: Strucken è il primo talent scout per rifugiati in Germania.
Till-R. Stoldt, Headhunter Michael Strucken Is Cultivating a New Talent Pool: Refugees, Ozy 15 luglio 2015.

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