Fernando Garcia-Dory

La concentrazione della popolazione nelle città, in particolare nella seconda metà del XX secolo, ha lasciato vaste aree dell'Europa rurale disabitate e incolte, oltre a migliaia di villaggi abbandonati. Queste aree sono situate principalmente nelle regioni di montagna e in luoghi remoti, non possono dunque offrire risorse economiche di valore – siano esse industrie, estrazione di minerali, turismo o produzione di energia elettrica. Questi territori offrono la possibilità di sostenere forme di convivenza, economia e creatività all'interno delle comunità autonome - che non potrebbe esser sostenuto in centri metropolitani.

Agricoltura e allevamento si confermano come potenziali fonti di reddito in queste aree recuperate, attraverso la gestione dell'ecosistema e le sue risorse e l’utilizzo di approcci agroambientali alla coltivazione, la terra in queste zone ha la possibilità di recuperare un valore economico, culturale, etico ed estetico. Vivere e sopravvivere grazie alla terra è già di per sé una dichiarazione culturale per il XXI secolo.

Inland sta avviando un'iniziativa sperimentale per recuperare un villaggio abbandonato nelle catene montuose a nord della Spagna. Il progetto non solo fornirà l'infrastruttura per gli aspetti educativi e artistici del progetto - come la Scuola per pastori o i laboratori per gli artisti - ma diventerà anche un’unità produttiva destinata a coprire i bisogni fondamentali della collettività e a proporsi come spazio per una comunità di pratica. Una “comunità di pratica” si riferisce a tutto ciò che esiste al di fuori della sfera dell'arte critica figurativa in tutte le sue forme e discorsi. Utilizzando l’esempio del villaggio come unità di produzione e co-abitazione, si ha la possibilità di progettare e gestire un sistema agroambientale. Vi sono 4 sezioni principali per i 12 ettari di terreno a disposizione: Giardini, Frutteti, Pascoli aperti, Pascoli forestali.

3. Fernando Garcia-Dory, INLAND _ Campo Adentro, Grow it Yourself, veduta della mostra, PAV, 2015 (32) (500x303)

L’attività principale della fattoria sarà la realizzazione di prodotti caseari, utilizzando latte di capra, pecora e mucca. Le mandrie di vacche si alterneranno su lotti di pascolo aperto, con alcune sezioni dedicate al foraggio animale, come tuberi, mais e legumi. La rotazione integra diversi livelli di uso del suolo, così da mantenere e migliorare la fertilità dello stesso. Il mangime verrà conservato in silos e custodito per l'inverno, assieme al fieno raccolto in estate. Verrà usato anche per alimentare i vitelli durante l'anno e questi, a loro volta, produrranno carne biologica per il consumo. La foresta verrà ripristinata gradualmente a partire dall'attuale monocultura di eucalipti: si è optato per una foresta rada che mescolerà querce e castagni assieme a specie dalla crescita più rapida come noccioli e aceri. Un gregge di capre si inserirà, autosostentandosi, in questo processo di silvicultura per ottenere radure e fertilizzare il terreno.

Durante l'estate, gli animali si sposteranno verso la terra comune, in montagna. Se il gruppo decidesse di produrre il formaggio utilizzando i pascoli estivi, potranno utilizzare i rifugi recuperati appartenenti al progetto della “scuola per pastori”. Le diverse scuderie ospiteranno le mandrie, greggi e cavalli. Un altro edificio sarà destinato a ospitare la latteria, oltre a strutture per altre preparazioni alimentari, così come per la frutta, le conserve di verdura e l’imbottigliamento del miele.

L’edificio principale può ospitare 12 persone nelle diverse stanze. Questo servirà anche come il centro del villaggio, fino a quando le altre case saranno restaurate. Ognuna delle case più piccole può ospitare da 4 a 6 persone. In caso di necessità, i granai di legno potranno anch’essi ospitare persone. Un altro edificio sarà una specie di "ateneo contadino" e servirà come centro culturale e sociale. Ospiterà una cucina in comune e sala da pranzo, studio, spazi per eventi e una biblioteca. Attorno a esso, ci saranno vari tipi di laboratori - per legno, ceramiche e altre lavorazioni - così come basilari camere singole con docce collettive per la “scuola per pastori” e la “Scuola per capi nomadi”. La cappella rimarrà come luogo di riflessione e contemplazione, da utilizzare eventualmente anche come spazio espositivo.

Inland - Campo Adentro, courtesy of Fernando Garcia-Dory, inauguracion-9-viejas-caban¦âas-Almonaster-susana-velasco (500x375)

Il villaggio produrrà mensilmente un cesto con una varietà di prodotti destinati a una comunità di 100 consumatori di città vicine. Organizzerà periodicamente varie attività e scambi con le altre organizzazioni aderenti promuovendo un sistema di adesione turnificato destinato anche allo scambio di diversi prodotti.

Il progetto Inlad - Campo Adentro intende esaminare il ruolo dei territori, delle dinamiche geopolitiche, della cultura e dell'identità nella relazione tra le aree urbane e rurali nella Spagna contemporanea. L’obiettivo è quello di lanciare una strategia culturale a supporto della vita rurale coprendo un periodo di tre anni (2010-2013), elaborando specificamente un programma di conferenze internazionali, produzione artistica tramite un programma di residenze, una mostra e una pubblicazione. Il progetto offre ad artisti, agricoltori, intellettuali, esperti di sviluppo rurale, responsabili di politiche del territorio, curatori e critici d'arte, una piattaforma aperta per presentare le loro ricerche e le loro pratiche. I contenuti vengono sostanzialmente raccolti e sperimentati qui, prima di essere indirizzati al resto della società. Inland - Campo Adentro è stato ideato e realizzato a partire dal 2010 dall’artista Fernando Garcia-Dory (1978). Il lavoro di Garcia-Dory si focalizza specificamente sulla relazione che oggi intercorre tra natura e cultura e il modo in cui tale relazione si manifesta in molteplici contesti, attraversando le dinamiche della crisi (globale), la pulsione all'utopia e un potenziale cambiamento sul piano sociale.

3. Fernando Garcia-Dory, INLAND _ Campo Adentro, Grow it Yourself, veduta della mostra, PAV, 2015 (45) (500x333)

Fernando Garcia-Dory ha studiato Belle Arti e Sociologia rurale a Madrid ed Amsterdam: al momento è impegnato nella preparazione di un PhD in Agroecologia. Alla sua seconda esperienza con il PAV di Torino, dopo la mostra Vegetation as a political agent, il lavoro di Fernando Garcia-Dory è stato esposto in istituzioni internazionali come l'ACC di Weimar (Germania), il Domain de Chamarande di Essonne (Francia), lo IASPIS e il Tensta Museum di Stoccolma (Svezia), la Biennale di Atene (Grecia), Frieze Art Fair di Londra (UK) e dOCUMENTA 13 di Kassel (Germania).

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