Martina Cavallarin

Casa Studio Morandi e i Fienili del Campiaro di Grizzana Morandi sono un epicentro di economie parallele, che si muovono dai luoghi interiori ed esteriori in cui è vissuto l’artista bolognese Giorgio Morandi, per generare altre possibilità e intersecarsi con un presente sempre in divenire, transeunte e visionario. Casa Morandi viene donata nel 1994 dall’ultima sorella di Giorgio Morandi, Maria Teresa, a Grizzana che con un referendum aggiunge Morandi al suo nome autoctono. Dal 2012 questi luoghi sono abitati da eventi d’arte contemporanea ideati e condotti da Eleonora Frattarolo, direttrice della mostra Luigi Ontani incontra Giorgio Morandi. CasaMondo Nature extramorte antropomorfane.

Luigi Ontani nasce a Vergato, ai piedi di Grizzana Morandi e risiede nel villino RomAmor della Rocchetta Mattei, castello eclettico, fiabesco, suggestivo, contaminato, costruito dal Conte Cesare Mattei a partire dal 1850 con la roccia di Montovolo. Gli edifici in sasso dei rurali Fienili del Campiaro e la modesta e discreta casa di Morandi, più che un’architettura un disegno, divengono quindi il luogo dell’incontro possibile, di una mostra che è un viaggio fondato sul dialogo, sulle differenze, sull’identità, sul confronto tra due grandi artisti vissuti nel medesimo territorio, ma lontani nel tempo e nel codice poetico come nella processualità artistica.

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Luigi Ontani nello studio di Giorgio Morandi di fronte al cavalletto che accoglie il suo San Luca d'après Il Guercino.

Luigi Ontani inizia sempre l’azione indossando una maschera e chiude l’azione con la frase VIVA L’ARTE. Una metodica che l’artista definisce come “un compiaciuto comportamento di ritualità per motivare tali interlocuzioni e apparizioni”. La maschera, basata su elementi simbolici e iconologici, rappresenta per Ontani l’alibi dell’incontro. Ontani sviluppa quindi in tal modo la genesi di quell’incontro, l’urgenza di un’avventura basata sugli opposti e senza conflitto, ma con l’effettuale matrice dialogica che lo interconnette a Giorgio Morandi riprendendo in scala tridimensionale alcuni singoli oggetti, presenti nella casa o tratti dai dipinti morandiani, o intere rappresentazioni di nature morte.

Tra le stanze della Casa Studio il percorso è una continua scoperta, uno svelamento di opere in ceramica, cucinate a sei fuochi con maestria sapiente nella Bottega Gatti di Faenza, che abitano le toilettes delle camere di Morandi (il flacone del talco in ceramica con aggiunta di allegorie o mitologie), le pareti (l’autoritratto giovanile), i vassoi (il cesto con la pagnotta contenente una bandiera rossa), la cucina (la caraffa sulla quale è riportata una posa degli anni ’70 di uno dei suoi primi viaggi in India, un pensiero che rimanda a Gemito e i barattoli di Ovomamaltina con un’immagine che ricorda Montovolo, attraverso la ripresa di un vecchio super 8 di fine anni ‘60 che ritualizza una dozzina di uova che Ontani compose sul corpo nudo in modo ludico e giocoso).

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Luigi Ontani nello studio accanto al tavolo da lavoro di Giorgio Morandi e una natura extramorta antropomorfana in ceramica.

Fino ad arrivare nella stanza studio, spazio intenso, commovente, silenzioso in cui i tavoli da lavoro di Morandi con colori e pennelli e scatole accolgono i tubetti Lukas in ceramica di Ontani. Sul cavalletto la foto seppia dipinta del San Luca d'après Il Guercino e accanto la natura extramorta antropomorfana. Da quella stanza le finestre si affacciano sui Fienili del Campiaro ossessivamente dipinti da Morandi. Percorso il giardino che ospita la Fiat d’epoca grigia, di grigio morandiano, una salita conduce a quei fienili riconvertiti e prestati al progetto corale. Qui ancora, come scrive la direttrice della mostra Eleonora Frattarolo, “le nature extramorte antropomorfane, sontuose sculture in maiolica che intessono un discorso amoroso con la “sublime pittura di Morandi”, come ebbe a dire lo stesso Ontani, e attraverso di essa con le cose che ne hanno nutrito la linfa poetica”.

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Luigi Ontani nel Fienile del Campiaro.

Nel fienile di mezzo il video di Massimiliano Galliani “Il racconto di Luigi Ontani” è un’immersione totale e affascinante nella vita e nella storia di Ontani. Per eccesso di vistosità anche le opere installate nel fienile grande vanno nella direzione della mimesi. Entrando, Il vangatore testimone alla Crocifissione del Tintoretto, lavoro degli anni ’70, ci accoglie per introdurre Sganappino, Dottor Ballanzone, Fagiolino, opere degli anni ’70 realizzate in fotoceramica appositamente per l’esposizione. Sul fondo San Sebastiano osserva dall’alto altre nature extramorte antropomorfane mentre al piano superiore le Scarpe in ceramica policroma e le Maschere in legno pule dipinto con pigmenti naturali, realizzate con I Wayan Sukarya, sono idoli, reperti, racconti. Nella mostra le immagini ritornano agli oggetti che si ergono a micro-monumenti, totem, feticci, amuleti, in un gioco meditato precisamente sull’opera di Morandi, per un percorso di meraviglia e moltiplicazione senza soluzione di continuità che solo la Grande Arte sa generare.

Luigi Ontani incontra Giorgio Morandi. CasaMondo Nature extramorte antropomorfane
Grizzana Morandi, Casa-Studio Giorgio Morandi e Fienili del Campiaro
Fino al 26 settembre 20115

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