Paolo Carradori

Le due serate di Maggio Elettrico 2015 – format che per il secondo anno vede Tempo Reale (il centro di ricerca fondato da Luciano Berio nel 1987) ricavarsi uno spazio programmatico all’interno del Maggio Musicale Fiorentino - pur partendo da presupposti di ricerca diversi, dimostrano come strumentazione tradizionale si possa confrontare con soluzioni elettromeccaniche, live electronics e spazialità del suono. Perché se è vero che i processi operativi sono lontani dal punto di vista concettuale i linguaggi risultano complementari tra loro.

Mauro Lanza e Andrea Valle con Regnum Animale (per trio d’archi e strumenti elettromeccanici,2013) e Regnum Vegetabile (per sei strumenti e dispositivi elettromeccanici, 2014) in quanto a complementarietà ci dicono molto. La prima composizione, quella con il trio d’archi, vede disposti a terra intorno ai musicisti 25 oggetti, elettrodomestici modificati e guidati dal computer. Mentre i tre costruiscono una trama trasparente, fatta di sibili e misteri, pizzicati, corde stoppate, robusti unisoni, silenzi e grovigli estremi distribuiti in 28 miniature, intorno a loro: frullatori, giradischi, taglia pane elettrici, segreterie telefoniche, spremiagrumi, fonovaligie, luce intermittente contrappuntano un percorso con qualche passaggio poco convincente.

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Molto convincente invece il set con l’eccellente l’ensemble berlinese Mosaik al completo in Regnum Vegetabile. Qui una pregevole traccia compositiva ben distribuita tra fiati e corde “preparate” dialoga con 30 asciugacapelli guidati dal pc collegati ad harmonica a bocca e flauti dolci. Ne viene fuori un ribollire nervoso, saturo e distorto, dove la ricchezza delle singole voci strumentali sorvola in equilibrio instabile le provocazioni dei dispositivi elettromeccanici.

Il secondo appuntamento si apre con Agostino Di Scipio con il suo 2 pezzi di ascolto e sorveglianza (per un esecutore con flauto e live electronics, 2009-2012). Il flauto collegato al pc, mai suonato in senso tradizionale, viene fatto roteare nello spazio (come un bastone della pioggia), accarezzato, sollecitato sulle chiavi, respirato, diffonde onde delicate, con qualche accelerazione ritmica, vibrazioni. Performance sonora e visuale fascinosa che lascia perplessi per fragilità costruttiva, didattismo che disperde liquidità e trasparenze, senza sedimentare senso e forma.

Violino e live electronics sono i protagonisti assoluti di Eleusi (2015) di Marco Marinoni e Down (2012) di Johan Svensson. L’opera di Marinoni, supportata anche da tracce fissate su “nastro”, è un pullulare energetico di distorsioni, suoni scolpiti sulle corde, pianissimo e fortissimi che stordiscono nelle loro densità e stratificazioni. Nel brano di Svensson le provocazioni sonore risultano ancora più marcate. Nell’esplorazione estrema del registro grave dello strumento, scordato nella corda più bassa, attraverso una tecnica esecutiva non proprio accademica scorre un magma dove i lampi prodotti dai colpi sulle corde interferiscono con turbolenze elettroniche prodotte da un pedale che l’interprete aziona ciclicamente. Sublime l’esecuzione, anche gestuale, di Karin Hellqvist.

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Chiudono le ance di Giovanni Nardi impegnate in Vertical (sound) climbing (per sax contralto e live electronics, 2015) di Claudio José Boncompagni e Solo (per uno strumento melodico e feedback, 1965-66) di Karlheinz Stockhausen. Il brano di Boncompagni si sviluppa in due ambienti sonori diversi. Nel primo l’elettronica evoca una tastiera che disegna un accordo ritmico riconoscibile, nel secondo un sibilo misterioso si diffonde nello spazio. Sopra questo tappeto il sax di Nardi ricama e sfiora melodie, lirismi, intimità. Sorprende l’equilibrio, l’eleganza compositiva che salvaguarda l’approccio acustico tutto giocato nei riflessi, come in una casa degli specchi, con l’elemento elettronico.

Con Solo di Stockhausen Maggio Elettrico non poteva finire in modo migliore. L’elemento caratterizzante dell’opera (degli anni Sessanta!) è l’uso della ripetizione di una frase melodica registrata dal vivo poi rimessa in gioco più volte, che sovrapposta ad altre tracce crea una magica, spiazzante polifonia. Il sax che dialoga con se stesso. Non solo, l’esecutore gode di notevoli libertà di scelta, sul piano timbrico, sulla durata delle pause (fondamentali), sull’ordine da seguire dei sei fogli della composizione, libero di interpretarli strutturalmente con logiche diverse. A chi ascolta non rimane che lasciarsi andare tra stratificazioni, suoni inudibili, romanticismi, silenzi. Impeccabile Nardi ma decisiva la regia del suono di Tempo Reale. Il messaggio di Stockhausen è chiaro, attualissimo: la musica elettronica, che profondamente ha trasformato il panorama sonoro degli ultimi decenni, può dialogare con la dimensione acustica non da una posizione settaria ma nella logica di una possibile mediazione creativa. Le sorprese non mancheranno.

78° Maggio Musicale Fiorentino
Tempo Reale / Maggio Elettrico
Limonaia di Villa Strozzi – Firenze
12-13 giugno 2015
Ensemble Mosaik
Karin Hellqvist violino
Giovanni Nardi sassofono
Francesco Canavese, Francesco Casciaro regia del suono

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