Michele Emmer

“Chi non è preso da un sottile senso di sgomento, da un certo timore, quando deve salire per la prima volta o dopo lungo tempo, in una gondola veneziana? Lo strano veicolo tramandatoci immutato dai tempi delle ballate e così caratteristicamente nero, come sono solamente le casse da morto, fa pensare a celate avventure delittuose nella notte gorgogliante, o meglio ricorda la morte stessa, la bara, il tetro funerale e l’ultimo tacito viaggio”.

Non erano gondole, ma altre barche veneziane a remi, che attendevano gli spettatori che uscivano dal concerto pomeridiano al Teatro alle Tese dentro l’Arsenale il primo ottobre 2011, Biennale Musica curata da Luca Francesconi. Iniziava la Regata Rituale, dall’Arsenale all’isola di San Michele, l’antico cimitero di Venezia. “Un traffico spaventosamente attivo regnava tra la banchina delle Fondamenta Nuove e San Michele, l’isola del cimitero”. Commentava Thomas Mann. Pensava alle barche?

“Ho pensato di chiudere la mia ultima Biennale con una provocazione un po’ ironica e un po’ malinconica al contempo. Se è vero che il pensiero e le conoscenze che nascono da 5000 anni di arte e cultura sono rottami, allora ne celebriamo l’addio con un omaggio estremo: una vogata rituale all’isola di San Michele in cui celebrare Stravinskij, De Machaut, Verdi, Monteverdi, Gesualdo da Venosa e Nono, ma con strumenti poveri, formazioni ridotte all’osso; eseguire il finale del Don Giovanni di Mozart non con un’orchestra, ma con una banda”. Parole sempre di Francesconi. All’approdo all’isola, omaggio dei 300 partecipanti alla tomba del compositore russo, Stravinsky con musiche per clarinetto del 1918. Ed è scesa la notte.

Questa scena non c’è nel libro di Thierry Clermont San Michele (Seuil, 2014). Un racconto in cui la misteriosa Flore, (un’ombra, un ricordo, un'anima persa) guida il narratore in una visita al cimitero di Venezia durante quattro stagioni (ovviamente), un racconto itinerante che, partendo o arrivando all’isola di San Michele, stabilisce legami, nessi, richiami, rimandi, alla musica, alla letteratura, all’arte, ai ricordi. Un guida del cimitero nell’isola, un posto unico, che conduce ovunque, una guida anche della città di oggi con i luoghi preferiti dove fermarsi, dove bere, dove mangiare. Insomma non un mortifero itinerario tra tombe e anime morte, ma un racconto visionario, che parla di Stravinsky, di Diagilev, Ezra Pound, Luigi Nono, Joseph Brodsky, D’Annunzio, Zoran Music, Aragon, Casanova, Chateaubriand, Henry James, ma anche di persone dimenticate, persone che non hanno nessuno che le ricorda, in un luogo unico e misterioso come può esserlo un’isola cimitero.

E le stagioni cambiano, cambiano i colori, le atmosfere e i racconti, gli incontri. E la misteriosa Flore (forse la parte meno riuscita del racconto) che appare e scompare, per sparire poi del tutto. Ma l’acqua, il suo movimento, il suo salire e scendere è sempre lì. “L’acqua è una forma concentrata del tempo” ha scritto Brodsky nel libro dedicato a Venezia.

Storie tragiche si intrecciano a racconti licenziosi, avventure spariscono nel ricordo, altri immagini restano per sempre. E la visita dell’isola permette sempre nuove scoperte, sempre nuovi legami, in un andare e venire senza fine. Con una scrittura fluida, divagante, ondeggiante, a volte cupa, a volte gioiosa, a volte dimenticata. Tante le storie, i racconti nel racconto. L’incontro tra Pasolini ed Ezra Pound nel 1968, con Pasolini che legge alcuni brani in italiano dai Canti Pisani. Il video si può in parte vedere su youtube.

Quello che veramente ami rimane,
il resto è scorie
Quello che veramente ami non ti sarà strappato
Quello che veramente ami è la tua vera eredità
Il mondo a chi appartiene, a me, a loro
o a nessuno?
Prima venne il visibile, quindi il palpabile
Elisio, sebbene fosse nelle dimore d'inferno,
Quello che veramente ami e' la tua vera eredita'
La formica e' un centauro nel suo mondo di draghi.
Strappa da te la vanità, non fu l'uomo
A creare il coraggio, o l'ordine, o la grazia,
Strappa da te la vanità, ti dico strappala
Impara dal mondo verde quale sia il tuo luogo

Un libro che racconta un viaggio, un percorso, un perdersi, un libro che è un’avventura letteraria, un'avventura di parole, di immagini, di ricordi, di rimandi, di connessioni, utilizzando quello straordinario strumento tecnologico che è l’arte della nostra memoria.

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