Maria Teresa Carbone

Cibo
Ci piaccia o no, la gastronomia molecolare – vale a dire l'appropriazione, da parte degli chef di spicco, dei metodi della scienza alimentare industriale – ha rappresentato negli ultimi anni uno dei movimenti più influenti nel campo della nutrizione. Ma ora che l'idea è quasi stantia, è apparso un nuovo orientamento di ricerca, completo di una denominazione che combina cibo e scienza: la gastrofisica.
Amy Fleming, Warning: this article could radically alter the way you eat, The Guardian, 3 giugno 2015

Indicibile
Nei nostri tempi permissivi, sta prendendo un ruolo sempre più centrale una nuova forma di indicibile: non ci sono solo delle cose che è proibito dire – la proibizione stessa è proibita, cioè non possiamo dire apertamente cosa è proibito. Già nello stalinismo non solo era vietato criticare pubblicamente Stalin e il partito, ma era ancora più proibito annunciare pubblicamente questa proibizione. Se qualcuno, a un critico di Stalin, avesse ribattuto ad alta voce “Ma sei matto? Lo sai che non ci è permesso dire queste cose?”, sarebbe stato inghiottito in un gulag anche più rapidamente di chi aveva parlato male di Stalin. Inaspettatamente, lo stesso vale per i rapporti di dominio nelle nostre permissive società post-patriarcali: un capo moderno è tollerante, si comporta come un collega, racconta barzellette sconce, ci invita fuori a bere, esibisce le sue debolezze, ammette di “essere umano come noi”. E si sente molto offeso se qualcuno gli ricorda che è il capo. Ma è proprio il suo stesso rifiuto di una autorità esplicita a garantire il suo potere reale.
Slavoj Žižek, What can’t you say? Stephen Fry, Slavoj Žižek, Elif Shafak and more say the unsayable, New Statesman 28 maggio 2015

Tecnologia
Se una società non ha i profitti previsti, nessuno si aspetta che una banca dati aggiornata, un software migliore e nuovi computer per tutti gli impiegati capovolgeranno la situazione. Eppure questa è esattamente la logica che sta dietro a molti tentativi di risolvere i problemi dell'istruzione con la tecnologia.
Kentaro Toyama, Why Technology Alone Won't Fix Schools, The Atlantic, 3 giugno 2015

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!