Francesca Lazzarato

In America Latina almeno quattro milioni di persone vivono letteralmente di spazzatura: che siano cartoneros o cirujas argentini, pepenadores messicani, catadores brasiliani, questi “riciclatori informali” perlustrano le strade o esplorano le discariche a cielo aperto in cerca di tutto ciò che può essere recuperato, riutilizzato e venduto.

È così che intorno ai vertederos, dove ogni giorno vengono scaricate tonnellate di rifiuti, si formano comunità come quella di Cateura, cresciuta attorno alla principale discarica di Asunción, la capitale del Paraguay: duemila e cinquecento famiglie stipate in baracche di legno, lamiera e cartone, spesso inondate dalle acque del fiume che trasformano in torrenti di fango le strade non asfaltate e in un'isola a forma di piramide la colossale montagna di spazzatura. Il rischio di contaminazione da metalli pesanti del vicinissimo río Paraguay è così alto che il governo ha deciso, più o meno un anno fa, di chiudere la discarica e spostarla in luoghi più sicuri e non urbanizzati: un disastro per le migliaia di persone la cui sopravvivenza dipende dal quotidiano frugare tra i rifiuti.

La desolata bidonville smetterà di esistere, magari per rinascere altrove, lontano, seguendo la scia pestilenziale dell'indispensabile spazzatura? Che i suoi abitanti si disperdano o no, c'è comunque qualcosa che continuerà a unirli: la Orquesta Reciclados de Cateura, formata da bambini e adolescenti del quartiere che hanno imparato a suonare sotto la direzione di Favio Chávez, tecnico ambientale, musicista dilettante e fondatore di quella che a un primo sguardo potrebbe sembrare una delle tante orchestre infantili e giovanili latinoamericane, cui ha dato impulso per primo, quarant'anni fa, l'economista e musicista venezuelano José Antonio Abreu, ovvero l'ormai celebre creatore di El Sistema, un programma di educazione musicale che in Venezuela coinvolge più di seicentomila ragazzini appartenenti alle classi sociali più sfavorite, e che è ormai noto e imitato in tutto il mondo.

I Reciclados di Cateura, però, sono un po' diversi dagli altri: poverissimi tra i poveri, suonano strumenti costruiti all'interno della comunità (se ne occupa un “raccoglitore” di nome Nicolás Gomez, e alle rifiniture più delicate ci pensano i ragazzi) e messi insieme con materiali trovati nella discarica, come latte di olio per motori, bidoni di benzina, pezzi di legno e perfino radiografie, che diventano violoncelli, violini, flauti, contrabbassi, chitarre. “Professionali” in modo stupefacente, i Reciclados hanno un vasto repertorio di pezzi classici eseguiti con impeccabile sicurezza e possono inoltre contare sull'appoggio di Luis Szaràn, famoso direttore d'orchestra e fondatore di Sonidos de la Tierra, un'associazione che dal 2002 crea in territorio paraguayano scuole di musica e laboratori in cui si impara a costruire strumenti, tutti direttamente gestiti dalle comunità di appartenenza.

E se prima contribuivano al bilancio familiare a guadagnarsi la giornata nella discarica, oggi i giovanissimi orchestrali riescono non solo a migliorare le loro prospettive per il futuro, ma anche quelle degli altri: grazie ai compensi per le esibizioni in teatri europei (Olanda, Spagna, Inghilterra) e per la partecipazione al tour in America Latina della band Metallica, che l'anno scorso li ha voluti come partner in più di un concerto, hanno intenzione di finanziare gli studi di una quarantina di ragazzi, di costruire un edificio che ospiti la Scuola di Musica di Cetaura, oggi frequentata da 200 bambini, e di aiutare le famiglie più in difficoltà ad acquistare nuove abitazioni. Un programma ambizioso, ma tutt'altro che impossibile per chi, come dice Favio Chavez, “dal mondo riceve spazzatura, e gli restituisce musica”.

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!