Andrea Cortellessa

È in corso sino al 12 giugno, alla galleria Diagonale di Roma, una mostra alquanto singolare di Giosetta Fioroni, dedicata a Georges Bataille (da lei conosciuto a Parigi nel ’57, presentatole da Giancarlo Marmori – come rievoca l’artista, in catalogo, dialogando con Elettra Bottazzi) e alla rivista «Acéphale», da lui animata (insieme a Pierre Klossowski e André Masson) dal 1936 al 1939. Tempi agitati, e piuttosto fuori di testa appunto (o forse, adorno-horkheimerianamente, sin troppo assennati…).

Singolare, si diceva, per l’emergere a giorno di quello che abbiamo definito The dark side di quest’artista troppo spesso rinchiusa, invece, in uno stereotipo spensierato e caramelloso; e che invece negli ultimi anni (con le inquietanti mostre-performances al fianco di Marco Delogu e con la personale L’argento, andata in scena al Drawing Center di New York e alla GNAM di Roma due anni fa) è andata esplorando un versante di sé tutt’altrove indirizzato.

Fioroni Giosetta, Georges Bataille, Parigi 1958, 1990  (352x500)

Sintomatico che, nel farlo, abbia voluto convocare – nelle pagine, sinora inedite, contenute nel catalogo prodotto per l’occasione dalla Diagonale, che ringraziamo per il permesso accordatoci a riprodurle qui – il complice per eccellenza di questa sua piega perturbante, Alberto Boatto. Che nel testo che qui riproduciamo (proveniente da un archivio ancora tutto da esplorare) si ricollega al repertorio «celibe» e crudelista dei suoi capolavori anni Settanta (penso prima di tutto a Cerimoniale di messa a morte interrotta, Cooperativa Scrittori 1977, senza dimenticare però il catalogo-saggio Ghenos Eros Thanatos, del 1974, nel quale appariva – a chiudere il cerchio – la Fioroni più unheimliche possibile, quella di Incidenti mortali durante attività autoerotiche) altresì anticipando, però, temi e figure di quelli dei decenni seguenti (Lo sguardo dal di fuori, Cappelli 1981 e Castelvecchi 2013; Della ghigliottina considerata una macchina celibe, Politi 1988 e Scheiwiller 2008; Della guerra e dell’aria, Costa & Nolan 1992). Oltre ai disegni, ai collages e al libro a mano da lei dedicati a Bataille e ad «Acéphale» sin dal 1983, Fioroni espone in questa mostra una galleria di ritratti di scrittori e artisti (da Osip Mandel’štam a Franco Scataglini passando per Stanley Kubrick – o per una lancinante fotografia rubata a Cy Twombly a Micene…) da lei convocati in una nuova «conjuration sacrée».

Giosetta Fioroni, Alberto Boatto nel 1970

Piace perciò unire al nostro dossier un suo disegno che ritrae proprio il giovane Alberto Boatto (il cui profilo nel 1970 prefigurava incredibilmente la maschera à la Guy Fawkes del fumetto di Alan Moore e David Lloyd, V is for Vengeance: ben prima, dunque, degli anni Ottanta in cui il fumetto verrà pubblicato, per non parlare degli anni più recenti – in cui è assurto a simbolo di una generazione di nuovi «congiurati»…): non si trova nel catalogo batailleano ma in un’altra pubblicazione fresca di stampa: Giosetta Fioroni-Grata di linguaggi, a cura di Cristina Fiore e Andrea Penzo, Edizioni Inaudite 2015.

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Una Risposta a Giosetta Fioroni e il mondo di Bataille

  1. Superbo , come sempre Andrea. Complimenti !

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