Maria Teresa Carbone

Generazioni
Schematiche e ridicolmente riduttive, le teorie sulle generazioni sono un modo semplicistico di riflettere sul rapporto fra individui, società e storia. Ci incoraggiano a concentrarci su vaghe “personalità generazionali” invece di osservare la problematica diversità della vita sociale. In quanto esponente della Generazione X, nata nel 1977, lo stereotipo vuole che io sia adattabile, indipendente, produttiva e capace di mantenere un buon equilibrio tra vita e lavoro. Confrontarsi con queste caratteristiche assomiglia molto alla lettura di un oroscopo. Mi riconosco in alcuni di questi tratti e leggendoli provo perfino un vago brivido di appartenenza. Ma mia madre, baby boomer, è intensamente produttiva e mia nonna, esponente della generazione precedente (Greatest Generation) vende ancora libri online alla soglia dei novant'anni, in quella che a me appare la massima dimostrazione di adattabilità e indipendenza.
Rebecca Onion, Against Generations, Aeon, 19 maggio 2015

Scontrini
Nel 2002 quattro scienziati danesi hanno cominciato a esaminare gli scontrini dei supermercati. A prima vista l'esperimento potrebbe apparire come uno spreco dei soldi del contribuente, ma di fatto è stata una di quelle ricerche che gli altri scienziati definiscono “eleganti”. Per anni la scienza ha cercato di venire a capo dei misteriosi meccanismi benefici del vino sulla salute: i bevitori di vino appaiono più resistenti ai problemi delle coronarie e a certi tipi di tumore, ma nessuno finora è riuscito a capire perché. Naturalmente in molti hanno provato a dissezionare il vino in cerca del componente che agisce magicamente sul corpo umano, per trasformarlo poi in una pillola (per esempio il Resveratrol). L'équipe danese ha affrontato la questione da una prospettiva diversa, usando gli scontrini al posto del cromatografo. Quello che gli scienziati volevano sapere, è cosa compravano tutti quei sani bevitori di vino quando andavano a fare la spesa. Complessivamente hanno esaminato 3,5 milioni di transazioni in 98 supermercati. Cosi, hanno scoperto che gli acquisti dei bevitori di vino erano diversi da quelli dei bevitori di birra. Nei loro carrelli i bevitori di vino avevano molte più probabilità di mettere olive, formaggi magri, frutta e verdura, carni bianche, spezie e tè. Dal canto loro, i bevitori di birra avevano maggiore predilezione per patatine, ketchup, margarina, zucchero, cibi precotti e bibite gassate. (…) Il miglior predittore di salute, sembrano suggerire i risultati dello studio, non è questo o quell'alimento, ma quello che una persona trova di suo gusto.
Mark Schatzker, The Dorito Effect: The Surprising New Truth About Food and Flavor, Simon & Schuster, maggio 2015

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