DEL GIUDICE sulla GRANDE GUERRA – GUGLIELMI su L'ETÀ DELLA FEBBRE – RUBRICHE di GALIMBERTI – LAZZARATO - CARBONE **

GRANDE GUERRA, UN PAESE SOTTO
Piero Del Giudice

A cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta nelle aule del Liceo classico («Romagnosi» di Parma) scorreva un tempo diacronico, un controtempo, nei corridoi silenziosi con la prospettiva di porte per aule silenziose. I luoghi della formazione artigianale erano, allora, palazzi isolati su viali alberati, spazi difformi per una formazione difforme. E il danaro vi circolava così poco che, possiamo dire, non circolava danaro.
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UN PO' DI FEBBRE
Angelo Guglielmi

L’età della febbre è una antologia di testi narrativi raccolti all’insegna del «cogliere il presente». Proposito ammirevole purché lo si intenda come cogliere ciò che si nasconde nel presente. Giacché la superficie del presente appartiene a tutti i viventi: la differenza sta nell’aderenza, sempre scivolosa quando è vissuta come convenienza più che come scoperta. Mi viene questa riflessione proprio pensando ai nostri scrittori che, preoccupati dall’esaurimento di strumenti dell’immaginare e dello scrivere che pure erano stati utilizzati con efficacia fino a quarant’anni fa, si trovano (negli ultimi trent’anni) a pasticciare «non soluzioni» grazie alle quali si illudono di cavarsela (di trovare una via d’uscita).
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SUL RIFIUTO DEL LAVORO
Intervista di Jacopo Galimberti a un'anonima studentessa e militante franco-italiana

Lavorare quello che lo stipendio ti paga. Anzi anche se lo stipendio non è da miseria, non passare tutto il propio tempo al lavoro. Significa considerare che c’è sempre qualcosa di più importante. Che è solo un modo per guadagnarsi il pane. Fare in modo di essere in una situazione nella quale puoi lasciarlo il lavoro se ti fa sbroccare.
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COORDINATE DALL'AMERICA LATINA
Francesca Lazzarato

Si chiamava Rafael de la Fuente Benavides ed era nato nel 1908 in una enorme casa di calle Corazón de Jesús, nel cuore di Lima, dove visse con una terribile zia dopo aver perso ancora bambino i genitori e il fratello. La sua era una famiglia borghese e agiata, la cui lenta rovina gli lasciò solo una piccola rendita sufficiente a vivere al limite della miseria.
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SEMAFORO
Maria Teresa Carbone

Generazioni - Scontrini
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