Speciale su Jacqueline Risset con testi di: Todini, Risset, Agosti, Rueff, Kristeva, Bonnefoy, Patella, Balestrini.

ACCADDE A SETTEMBRE
Umberto Todini

Accadde a settembre, a qualche giorno dalla partenza per il Perù. Tra le ultime parole di Jacqueline ci fu anche, in quel frangente terribile, la consapevolezza che avrebbe mancato l’evento per cui era attesa a Lima («avverti gli amici di Lima» mi disse), per essere insignita del titolo di «Professora Honoraria» dall’Universidad del Pacifico. Un riconoscimento che le era molto gradito anche per – così era Jacqueline – quella vicinanza tra Universidad e Pacifico.
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LE JARDIN/IL GIARDINO
Jacqueline Risset

Inedito da La Douleur. 14 poèmes nouveaux et anciens, traduzione di Jacqueline Risset
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REGARD/SGUARDO
Jacqueline Risset

Inedito da La Douleur. 14 poèmes nouveaux et anciens, traduzione di Jacqueline Risset
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L'ANIMA PUÒ FUGGIRE QUANDO MUORE LA CARNE
Stefano Agosti

Ci eravamo sentiti al telefono pochi giorni prima della sua scomparsa – così violenta, così inattesa, così insostenibile. Io l’avevo chiamata per annunciarle l’arrivo di una mia plaquette di versi, disseminati saltuariamente in circa mezzo secolo di vita, notizia che Jacqueline aveva accolto con una vera e propria esplosione di gioiosa approvazione.
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VELOCITÀ DI RISSET
Martin Rueff

Colei che aveva scritto un saggio dedicato alla velocità di Dante (Vitesse de la Comédie, «L’Infini», 2, 1983) e non aveva rifiutato di estendere la sua passione per il nome proprio (si dedica a Scève, ma anche agli anagrammi di Saussure) fino al suo stesso nome (pubblica Récit in «Tel Quel», 2, 1966 – récit? Risset), è partita: «com’era venuta, rapida».
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DORMENDO SU UN CAVALLO
Julia Kristeva

Dove sei? Va tutto come vuoi? Alcuni amici mi chiedono di partecipare, è il minimo che possa fare. Saggio, commento, interpretazione? Sospettano forse che noi non ci troviamo del tutto a nostro agio, né io né tu, in ciò che si chiama l’«istituzione universitaria»? Non è vero che siamo qui per caso, né che essa non ci abbia insegnato a renderci utili. Ma noi «non lo siamo», come dice Proust che conosci così bene.
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IL PARADOSSO DEL TRADUTTORE
Yves Bonnefoy

Si deve a Jacqueline Risset una traduzione della Divina Commedia che ha fatto epoca, e che con ogni probabilità resterà un punto di riferimento fondamentale. Anzitutto perché è diversa da tutte le altre. Molti traduttori si sforzano di preservare le regole prosodiche dei poemi su cui lavorano, per esempio le strofe regolari; il che li obbliga, per adattarle ai significati che hanno il compito di preservare, ad acrobazie penose, tali da far subito capire che essi non hanno il senso della poesia, o lo stanno per perdere.
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MES REINES BELLE GIOIE
Luca Maria Patella
A Jacqueline & Rond nel Segno e nel sogno dei Gatti
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ADIEU JACQUELINE
Nanni Balestrini

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