Umberto Todini

Accadde a settembre, a qualche giorno dalla partenza per il Perù. Tra le ultime parole di Jacqueline ci fu anche, in quel frangente terribile, la consapevolezza che avrebbe mancato l’evento per cui era attesa a Lima («avverti gli amici di Lima» mi disse), per essere insignita del titolo di «Professora Honoraria» dall’Universidad del Pacifico. Un riconoscimento che le era molto gradito anche per – così era Jacqueline – quella vicinanza tra Universidad e Pacifico. L’oceano, il nome del mare dell’altra metà del pianeta, e Universidad, insieme, le mettevano allegria: parole dense, ognuna a suo modo, le suggerivano l’immensità del mondo e l’energia vitale dei saperi. Scrisse subito L’emotion du Pacifique, forse suo ultimo testo, in risposta ad una laudatio non ancora ascoltata...

Da allora i mesi trascorrono, gli eventi legati alla sua mancanza si succedono, la sua umanità, la sua immagine dolce e intelligente continuano a promuovere chi studia, chi ricorda, chi ama. In effetti, dopo la scomparsa, tra i molti eventi ve ne sono stati alcuni maggiori, istituzionali, francesi e italiani, a Parigi e a Roma. Ma le sue opere, vaste e profonde, si rivolgono anche altrove, al Perù, agli Stati Uniti; mostrano, nella loro sostanza – lo afferma con profondità anche la laudatio – «la chiarezza di chi sa che le sue opinioni – le sue posizioni – contribuiscono a creare la città, la civis, la polis», e a rendere più umani. E la nascita recente, per sinergia tra Fondazione Camillo Caetani e Università Roma Tre, di un’«Officina Risset», ha dato già luogo, il 13 e il 14 aprile, al seminario Un’avanguardia a più voci, alla mostra Jacqueline Risset e le arti e al convegno Tradurre l’Europa. Gli esiti sono promettenti, rispecchiano la passione culturale e civile di Jacqeuline, saranno pubblicati in un Dossier Risset.

!cid_DBE07736-A0CF-4941-A736-1361BCAEEACBAnche lo speciale di alfabeta2 sembra un momento ulteriore di una presenza che persiste e opera tra continenti e culture inaspettatamente vicine. Il 25 maggio, a Lima (la data è stata scelta per avvicinare gli anniversari di Dante e di Jacqueline) riceverò, come coordinatore di «Officina Risset», l’Honoris causa dell’Universidad del Pacifico; parteciperò alla presentazione di Purgatori/Purgatorios (atti del convegno di Lima che Jacqueline aveva aperto due anni prima); assisterò all’inaugurazione della mostra dantesca dedicata anche al suo Danrte/Botticelli; e infine, leggerò in risposta alla Laudatio dei professori di Lima, L’emotion du Pacifique, l’ultimo testo scritto da Jacqueline.

Ecco, forse, come un lutto può mutare nel suo opposto – in chi studia, in chi ricorda, in chi ama. Lo speciale Risset dunque comprende, nelle versioni francese e italiana tradotta da lei stessa, due inediti che Jacqueline stessa aveva ritagliati da un poema maggiore (La douleur, sedici cartelle in stesura presumibilmente dagli anni Ottanta), Il giardino e Sguardo. Durante la cerimonia di Lima Sguardo verrà letto nelle versioni d’autore ma anche in quella inglese, di Jennifer Moxley, e spagnola, di Jorge Wiesse. Le traduzioni (in corso anche in tedesco e in yddish) si succedono dopo che Michel Deguy e Martin Rueff hanno dato conto dell’inedito su Po&sie. Sono presenti in questo speciale anche testi di Yves Bonnefoy, Julia Kristeva, dello stesso Rueff, e una poesia di Luca Maria Patella.

Un ringraziamento speciale va a quanti – amici, allievi, colleghi, istituzioni – hanno collaborato nel segno di Jacqueline ma anche, in quello della sua Officina neonata. Penso a Nanni Balestrini, alla sua amicizia fedele per Jacqueline (credo forse, con quella coeva di Edoardo Sanguineti, la prima e più longeva tra le amicizie italiane) e a Andrea Cortellessa, mens della riuscita del primo Seminario dell’«Officina». E, ancora, ringrazio Daniele Garritano dottore di ricerca dell’Università di Siena e Parigi8, neofita e amico di Jacqueline e dei suoi grandi amori letterari. Alla sua generosità e competenza si debbono, ove non diversamente indicato, le traduzioni dal francese dei testi qui presentati.

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