GIORGIO AGAMBEN sul GUSTO – ROBERTO CICCARELLI sui FREELANCE – RUBRICHE di J.GALIMBERTI – F.LAZZARATO – MT.CARBONE **

CHE COS'È IL GUSTO?
Giorgio Agamben

Anticipiamo un brano dal saggio «Gusto», nelle librerie da domani per le edizioni Quodlibet.

In opposizione allo statuto privilegiato assegnato alla vista e all’udito, nella tradizione della cultura occidentale il gusto è classificato come il senso più basso, i cui piaceri l’uomo condivide con gli altri animali (Aristotele, Etica Nicomachea, 1118a) e alle cui impressioni non si mescola «nulla di morale» (Rousseau,1781, p. 303). Ancora nelle Lezioni sull’estetica di Hegel (1817-1829), il gusto e opposto ai due sensi «teoretici», vista e udito, perché «non si puo degustare un’opera d’arte come tale, perché il gusto non lascia l’oggetto libero per sé, ma ha a che fare con esso in modo realmente pratico, lo dissolve e lo consuma».
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FARE COALIZIONE AL TEMPO DEI FREELANCE
Roberto Ciccarelli

In un pamphlet di 48 pagine, Knowledge Workers. Dall’operaio massa al freelance (Asterios, 2015), Sergio Bologna ripercorre la traiettoria che dall’operaio massa ha portato ai freelance, al “lavoratore autonomo di seconda generazione” e al self-employed (auto-impiegato). Un saggio breve dove questa poliedrica figura dell’operaismo italiano, storico del movimento operaio, freelance, attivista e fondatore di riviste d’avanguardia come «Primo Maggio», riflette sul “post-operaismo”.
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IL RIFIUTO DEL LAVORO
Intervista di Jacopo Galimberti a Sandra Lang

Inizia oggi una nuova rubrica a cura di Jacopo Galimberti: una serie di interviste brevi che si interrogano sul «rifiuto del lavoro», nobile strategia di lotta dell'operaio massa, oggi stretta tra servitù e sedizione nell'epoca dell'anima messa al lavoro.
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COORDINATE DALL'AMERICA LATINA di Francesca Lazzarato

Al numero 430 di questa lunga strada che arriva sino al mare si trova una sorta di singolare “casa infestata” in cui sono ospitati, a partire dal 1959, i fantasmi sonori dell'Uruguay: il Museo de la Palabra, dove sono archiviate e digitalizzate le infinite voci cui è affidata la testimonianza della vita politica, sociale e culturale del paese, a cominciare dagli ultimi anni del XIX secolo.
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SEMAFORO di Maria Teresa Carbone

Disastro - Follia - Malattia
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