Francesca Lazzarato

Ad annunciare la differenza con manifestazioni europee consimili sono ovviamente i numeri: una durata di tre settimane, uno spazio espositivo di 45.000 metri quadrati, più di un milione di visitatori. Sì, la Feria Internacional del Libro di Buenos Aires, arrivata alla quarantunesima edizione e inaugurata il 23 aprile nella sua sede consueta (il Predio La Rural, colossale zona fieristica in pieno centro cittadino), è indubbiamente giocata su dimensioni per noi impensabili e, inoltre, spesso accompagnata da furibonde polemiche, come quelle che segnarono nel 2010 la presenza di Mario Vargas Llosa, invitato a tenere il discorso inaugurale e assai sgradito al governo Kirchner, o come altre, più recenti, che hanno portato alle dimissioni della bravissima direttrice Gabriela Adamo, ormai giustamente esasperata dalle pesanti pressioni politiche. Perché la Feria è anche questo, una vetrina per il governo in carica, un'occasione di affollati e a volte incandescenti dibattiti sulla cosa pubblica e, in vista delle elezioni presidenziali e legislative che si terranno il 25 ottobre, una passerella per i futuri candidati: un'altra differenza, e non da poco, con le consorelle europee, attraversate solo dai consueti veleni editorial-letterari.

Cosa ci sia nell'immenso calderone di La Rural lo si può scoprire grazie al sito della Feria: un'infinità di incontri e presentazioni, gli inevitabili incontri con scrittori argentini e stranieri pronti a firmare copie e a prestarsi a una frenetica produzione di selfies, la presenza forte di un paese invitato (che quest'anno, a dire il vero, non è una nazione ma una città, ovvero la capitale messicana), corsi e concorsi, diverse lectio magistralis, insomma tutto ciò che ci si può aspettare da una fiera del libro, in qualunque parte del mondo. Non mancano, però, iniziative insolite: per esempio l'annuale Encuentro Internacional de Narraciòn Oral, che si tiene da vent'anni in seno alla Feria e che per tre giorni, a partire dal primo maggio, si svolgerà secondo un fittissimo programma di tavole rotonde e laboratori con “raccontatori” di professione arrivati da tutta l'America latina (solo due vengono dall'Europa, e precisamente da Spagna e Portogallo), molti dei quali sono anche fondatori di festival, scuole e gruppi dedicati all'oralità.

Solo alcuni di loro vengono dal teatro, mentre altri sono insegnanti, scrittori, psicologi, danzatori che raccontano a bambini e adulti e si muovono in spazi di ogni genere, dalle scuole alle piazze alle biblioteche alle carceri agli ospedali alle case rifugio, aiutati a volte da una scenografia minima, da qualche oggetto, dalla musica. Nulla in comune, insomma, con la soporifera pratica del reading (noiosissimo e abusato condimento, ormai, di ogni festival letterario ad ogni latitudine ), molto in comune con l'antica tradizione popolare che riuniva ascoltatori di età diverse attorno al repertorio di un narratore abile ed esperto. I rischi ovviamente non mancano, a partire da un eccesso di intenzione pedagogica o da uno sconfinamento nel triste territorio dell'animazione, in caso ci si trovi davanti a un pubblico infantile, per arrivare a un eccesso di costruzione teatrale; la maggior parte dei cuentacuentos, però, sembra capace di sfuggire a queste tentazioni sempre in agguato, e c'è chi, tra loro, è pronto a trasformarsi da narratore in “sussurratore”.

Girando per la Fiera, infatti, ci si può imbattere in susurradores che disseminano tra i visitatori brandelli di storie, quasi soffiandole attraverso lunghi tubi di cartone decorato oppure delimitando il proprio minuscolo universo narrativo con un ombrello aperto. Un'idea che viene da lontano (il primo gruppo di Souffleurs è nato anni fa in Francia), ma che in Argentina e in Cile ha messo radici piuttosto profonde. Così le storie tornano a essere un segreto da trasmettere e il narrare un gesto intimo, un piccolo e prezioso tramite tra individuo e individuo.

Tagged with →  
Share →

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il tuo commento dovrà essere approvato prima di apparire.

Iscriviti alle notizie da alfabeta2 e alfapiù

* = campo richiesto!